Mediterraneo, Francia e Italia rilanciano l’area marina protetta

I due siti protetti sono: “Natura 2000 Fondali Capo Mortola–San Gaetano” che è gestito dall’Università di Genova, mentre il secondo è il sito “Natura 2000 Cap Martin”

Il lungomare di Cannes

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:20

Monaco – Un impegno comune per il Mediterraneo grazie alla creazione di un’area marina protetta transfrontaliera tra Francia e Italia. La città di Mentone ha ospitato di recente il lancio del progetto europeo “CAP’M” per la salvaguardia delle due Aree Marine Protette di Capo Mortola (Italia) e di Cap Martin (Francia) per preservare l’area marina proprio sul confine tra i due Paesi. Il promontorio di Capo Mortola è caratterizzato da un ambiente marino tra i più interessanti della Liguria di ponente. Situato vicino a Ventimiglia e confinante con la Costa Azzurra, Capo Mortola è una vera perla dell’Alto Tirreno con risalto sia dal punto di vista marino, sia storico-archeologico per la vicinanza al sito preistorico dei Balzi Rossi. Questo paradiso subacqueo è area marina protetta (AMP) e, a sua volta, fa parte della più ampia Area Protetta Regionale dei Giardini Botanici Hanbury. La salvaguardia di quest’area è complicata dal fatto che si trova a cavallo tra Francia e Italia. Ora, di fatto, i siti protetti transfrontalieri hanno la particolarità di avere una delimitazione condizionata dalle frontiere nazionali, talvolta ignorando la continuità delle sfide legate alla conservazione e protezione del patrimonio marino, che invece non conoscono confini.

Questa delimitazione può portare a una gestione non omogenea del patrimonio naturale poiché ogni nazione adotta una propria governance, con normative differenti. Per questo motivo, la cooperazione transfrontaliera in queste aree assume un’importanza cruciale, permettendo di creare una visione comune focalizzata sulla conservazione degli habitat. Ed è questo il caso di Capo Mortola dove esiste una cooperazione tra le aree marine protette situate al confine italo-francese, nei comuni di Ventimiglia, Mentone e Roquebrune-Cap-Martin. I due siti protetti sono: “Natura 2000 Fondali Capo Mortola–San Gaetano” che è gestito dall’Università di Genova, mentre il secondo è il sito “Natura 2000 Cap Martin” che è gestito congiuntamente dalla Comunità d’Agglomerazione della Riviera Francese e dal Syndicat Mixte per le Inondazioni, la Pianificazione e la Gestione delle Acque Marittime (SMIAGEM). Il progetto europeo “CAP’M” (dai nomi di Capo Mortola e Cap Martin) è nato proprio nell’intento di migliorare il coordinamento delle azioni di gestione di queste due aree marine attraverso un rafforzamento della governance transfrontaliera. Il Comitato di Pilotaggio del progetto ha visto riuniti numerosi politici, tra cui Alessandro Piana, Vicepresidente della Regione Liguria; Gabrielle Bineau, in rappresentanza di Charles-Ange Ginésy, presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime e di SMIAGEMaralpin e Yves Juhel, sindaco di Mentone e Presidente della Comunità della Costa Azzurra, insieme a vari rappresentanti dell’Università di Genova e di altre istituzioni francesi, italiane e monegasche. Durante la riunione sono state presentate le sfide da affrontare ed è stata l’occasione per SMIAGEMaralpin, capofila del progetto, di fare il punto sulle azioni già in corso e su quelle previste per rafforzare il coordinamento delle attività di gestione ambientale nell’area marittima in questione. Tra queste azioni, la Comunità della Costa Azzurra si sta occupando della creazione di una piattaforma di scambio tra i responsabili franco-italiani, nonché dell’attuazione di iniziative di sensibilizzazione per il pubblico, i pescatori e i diportisti sul versante francese, mentre, per quanto riguarda il versante italiano, la Regione Liguria si occuperà dell’organizzazione di workshop con i rappresentanti eletti.
Parallelamente, l’Università di Genova e il Dipartimento delle Alpi Marittime, insieme a SMIAGE Maralpin, cureranno l’installazione di boe dotate di sensori e l’impiego di telecamere con intelligenza artificiale per il monitoraggio dell’ambiente marino. Il budget totale del progetto è stimato in circa 775.000 €, di cui l’80% cofinanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e ripartito tra i diversi partner: SMIAGE Maralpin (204.500 €), Comunità Costa Azzurra (€151.200), Dipartimento delle Alpi Marittime (€100.800), Università di Genova (€260.820), Regione Liguria (€57.512). Sono azioni concrete che si inseriscono pienamente nella dinamica del più ampio programma europeo “Interreg Marittimo 2021-2027” che mira a promuovere lo sviluppo sostenibile e la crescita inclusiva nelle aree marittime transfrontaliere tra Italia e Francia, favorendo la cooperazione tra gli Stati e la condivisione di buone pratiche tra gli attori impegnati sulle stesse sfide.