Il Museo Navale della Spezia passa di mano: al via l’era della società Le Polene

Firmato il contratto per una concessione di 12 anni. Italian Blue Growth è capofila di una cordata composta da diversi attori

Il Museo Tecnico Navale della Spezia

Ultimo aggiornamento 29 luglio 2026 - 22:21

La firma è arrivata a Roma. La società consortile Le Polene, guidata da Cristiana Pagni, si è aggiudicata la concessione del Museo Tecnico Navale per dodici anni. L’accordo prevede la gestione e lo sviluppo delle attività della struttura, con l’obiettivo di rafforzarne l’attrattività culturale e turistica, di ampliare i servizi per i visitatori e di valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e identitario custodito nelle varie sale.

Nel dicembre scorso Cristiana Pagni raccontava di «essere andata di persona a presentare il progetto a tutti i soggetti coinvolti». Alla Marina Militare, ovviamente. Ma anche a Difesa Servizi, società in house del ministero della Difesa che valorizza in chiave economica, e duale, gli asset che le Forze armate le affidano. Oggi, a otto mesi di distanza, quell’iniziativa si è trasformata in realtà. Le Polene – consorzio alla quale hanno aderito Italian Blue Growth, capofila, Consorzio Marittimo Turistico Cinque Terre, Fluid Global Solutions, Zoe Gestione Servizi Culturali, Turismo Sostenibile Cinque Terre, C.A.B.I. Cattaneo, Euroguarco e Opera Laboratori Fiorentini – gestirà il Museo Navale per i prossimi dodici anni. Per la presa in carico non ci sono ancora tempi certi, ma i primi giorni di novembre sono quelli segnati in rosso sul calendario.

Le parole chiave, secondo i promotori, sono tre: modernità, inclusività e sostenibilità. «Andranno a plasmare la nuova vita della struttura – spiegano -, con l’idea di un percorso museale esperienziale e accessibile che, attraverso l’uso di diverse tecnologie all’avanguardia, permetterà al visitatore di immergersi all’interno della storia della Marina Militare». Ci saranno gli occhiali multimediali trasparenti, in grado di riconoscere gli oggetti e la posizione del visitatore, di animare ricostruzioni in 3D e di tenere compagnia al visitatore attraverso personaggi storici, quattro lingue e sottotitoli dinamici per non udenti. Non solo. Un’area sarà dedicata alla sensorialità. Grazie a un sistema di videoproiezioni e a un impianto di diffusione, spezzini e turisti saranno catapultati all’epoca degli esperimenti di radiofonia, delle epiche battaglie in mare e delle esplorazioni polari. In un’altra sala, invece, si potrà direttamente indossare i Visori Vr e salire idealmente a bordo della nave scuola Amerigo Vespucci: sentire il vento, il suono delle onde e abbandonarsi all’ennesimo storytelling. Tutta la tecnologia a disposizione verrà riassunta all’ingresso.

Ma le novità non sono finite. Il progetto prevede una nuova biglietteria, un bar e un bookshop. Ma anche un efficientamento energetico. Al fine di ottenere una maggiore indipendenza del Museo, è stata disposta la realizzazione di un campo fotovoltaico in grado di coprire, dopo tre anni, il 96% del fabbisogno annuo dell’intero complesso. L’ulteriore copertura sarà invece affidata a compagnie che possano provare l’origine da fonti alternative attraverso adeguate certificazioni. La ricerca della sostenibilità, infine, coinvolgerà anche il merchandising: sarà progettato un design unico e brandizzato che predilige l’uso di materiali riciclati, come carta e plastica, e che coinvolgerà le realtà del territorio».