Road to Best, confronto fra shipping e finanza al Blue Capital Forum di Milano. Le testimonianze dei protagonisti / VIDEO INTEGRALE

Il Road to Best dell’editore Blue Media, un roadshow nei principali porti e città italiane con una programmazione a tre anni che comprenderà anche la prima edizione del Blue Economy Summit & Trade Show, in programma a Genova dal 16 al 19 novembre 2026, tocca il 28 aprile Milano con il Forum su “Finanza e industria, patto per disegnare il futuro della Blue Economy”

Un momento del Forum

Ultimo aggiornamento 29 aprile 2026 - 06:54

Si è tenuto questa mattina il “Blue Capital Forum – Finanza e industria, patto per disegnare il futuro della Blue Economy”: la tappa milanese del roadshow nazionale “Road to Best”.

Una filiera sempre più strategica per il Paese, un dialogo ormai imprescindibile tra industria e capitale, e nuovi modelli di finanziamento pronti a ridisegnare lo shipping: sono questi i principali temi emersi durante l’incontro che ha riunito nel cuore finanziario italiano i protagonisti dell’economia del mare.

Il video del Forum

La mattinata si è aperta con gli interventi introduttivi, che hanno sottolineato il ruolo crescente della Blue Economy come infrastruttura economica essenziale, oltre che leva di sviluppo industriale e finanziario. I saluti introduttivi sono stati di: Maurizio Introna, direttore generale di Blue Media; Luigi Merlo, presidente onorario di Federlogistica; Riccardo Fuochi, presidente del Propeller Club Port of Milan; Fabrizio Vettosi, managing director di Vsl Club.

L’impegno di Blue Media per l’economia del mare

“Questo incontro è nato con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo industria e finanza per costruire un patto a sostegno della Blue Economy e incentivare un dialogo concreto e continuativo tra i diversi attori del settore. Oggi più che mai, infatti, questo comparto rappresenta un’infrastruttura strategica per il Paese: attrarre capitali, sviluppare nuovi modelli di investimento e favorire la collaborazione è la chiave per sostenerne la crescita e rafforzarne la competitività a livello internazionale” – ha dichiarato Maurizio Introna, direttore generale di Blue Media. Introna ha poi concluso: “Ciascun appuntamento del percorso ‘Road to Best’ nasce proprio per dare voce alle comunità portuali e ai territori, favorire il networking con gli stakeholder e stimolare la nascita di alleanze strategiche lungo tutta la filiera”.

Luigi Merlo

Merlo ha ricordato che il rapporto fra shipping e finanza ha subìto una rottura con la crisi del 2008 e si sta ricostruendo. Ma la presenza di due Authority che non dialogano, Art e Adsp, non aiuta i potenziali investitori a decidere e orientarsi. “Art ha annunciato che emanerà nuove linee guida sulle concessioni con criteri di durata: è preoccupante e rischioso, crea disparità fra concessioni passate e future”.

Fuochi ha detto che le Zls funzionano soltanto se all’interno hanno una Zona franca doganale. Inoltre ha sottolineato le criticità delle politiche sull’e-commerce, che penalizzano il cargo aereo.

Ad entrare nel vivo del confronto è stato Fabrizio Vettosi, managing director di Vsl Club, che ha posto al centro del dibattito il tema dell’evoluzione del rapporto tra credito bancario e capitale privato nello shipping: “Per la prima volta l’intero cluster marittimo si è confrontato con il mercato dei capitali. L’apertura di un dialogo con tutti i Capital Providers – Fondi Infrastrutturali, Fondi di Private Equity e Private Debt, Family Office attraverso Club Deals, Mercato Pubblico dei Capitali, Investitori Istituzionali e Sistemici – è prodromica alla realizzazione di strumenti dedicati a questa infrastruttura vitale per il nostro Paese che, oltre a rappresentare una delle maggiori manifatture al mondo, gode del maggior tasso di risparmio pro-capite in Europa, risparmio che necessariamente può e deve essere canalizzato in maniera professionale verso la Blue Economy, vero e proprio backbone del sistema produttivo nazionale”.

A seguire, è stata proiettata la videointervista a Nicola Zaccheo, presidente della Autorità di regolazione dei trasporti (Art).

Le imprese in crescita nella Blue Economy

La prima sessione su “Impresa e capitale: crescere nell’economia del mare” ha visto gli interventi di Giorgio Neri, executive chairman di MarterNeri S.p.A., Fhp Group; Gerardo Ghiliotto, founder e board member di Fhp Terminal Savona-Lands e Ceo di Tri; Gabriele Brullo, direttore commerciale di Augusta Due; Riccardo Pompili, Ceo diDe Wave; Carlos Balestra di Mottola, Ceo di d’Amico International Shipping. La sessione ha evidenziato il dinamismo del settore e la crescente necessità di attrarre capitali per sostenere sviluppo e competitività.

In questo contesto, Riccardo Pompili, Ceo di De Wave, ha sottolineato: “I fondi non sono solamente uno strumento finanziario fondamentale per la crescita di un’azienda, ma sono un partner affidabile che consente lo sviluppo del gruppo anche grazie all’esperienza e al know how acquisiti sul mercato. Per De Wave la partnership con Platinum, primario fondo Usa, è stata decisiva per il percorso di crescita che il Gruppo ha intrapreso soprattutto per linee esterne. Le acquisizioni effettuate sono un perfetto esempio di cosa si possa fare con il partner giusto: abbiamo unito, in una strategia vincente, la potenza di fuoco del fondo con la visione e le intuizioni dei manager del nostro gruppo. Per sua natura, però, questa straordinaria cavalcata è limitata nel tempo. Per questo è necessario che i manager di un gruppo siano in grado di gestire anche il “secondo tempo”, quello che permette di cogliere i frutti della fase espansiva. E De Wave si è già preparata a questa nuova partita, grazie alla qualità della sua governance”.

Giorgio Neri ha raccontato le esperienze della sua azienda MarterNeri con quattro fondi. I primi tre private equity, orizzonte 4-5 anni, il quarto con Fhp, con orizzonte più ampio, una decina d’anni, per portare avanti un progetto con allargamento del perimetro anche geografico. “C’è dinamicità, la settimana scorsa abbiamo firmato un accordo con Fs, che ha acquistato il 30 per cento di Cfi, nostro operatore ferroviario”. Neri ha detto che l’ingresso dei fondi ha aiutato molto.

Ghiliotto ha ricordato che “anche gli asset light attirano attenzione della finanza, è molto intelligente, sono asset determinanti per far funzionare la catena. Negli anni 1990 c’è stata la opportunità per i privati di entrare in porto, con concessioni demaniali e licenza d’impresa. Noi abbiamo provato con i fertilizzanti con un gruppo di amici. Ci siamo detti: se lo fa Ravenna perché non noi. L’anno scorso abbiamo movimentato 300mila tonnellate di rinfuse. Ma i prossimi 30 anni per i privati nei porti non saranno uguali ai passati 30. Art, Pef cambieranno i porti, come ha detto prima Merlo si va anche verso scarsità di risorse nei porti”.

Brullo ha raccontato l’esperienza di Augusta Due, l’euforia pre 2009, poi la crisi finanziaria globale e la ristrutturazione del debito. Al momento della ripresa è arrivato il Covid che ha allontanato le banche italiane e indirizzato l’azienda al credito estero. Per Brullo il settore bancario italiano non è abbastanza attrezzato per il settore marittimo.

Balestra di Mottola ha raccontato l’esperienza di d’Amico, di quotazione alla Borsa italiana: “Abbiamo creduto nell’Italia. Abbiamo cercato di aumentare la nostra visibilità sui mercati esteri, far coprire il nostro titolo da broker norvegesi. Nel 2024 abbiamo messo azioni nel mercato, aumentato il flottante. Siamo stati generosi nella distribuzione dividendi. Oggi siamo anche a premio rispetto a altri che non hanno azionisti di riferimento e controllo come abbiamo noi, fattore che per alcuni investitori è uno svantaggio. Ma invece noi siamo a premio. Soddisfatti di essere quotati a Milano. Da 2022 il ciclo è favorevole, ciclicità conosciamo le insidie essere trascinati da entusiasmo”.

Il ruolo dei mercati di capitali

Il dialogo è proseguito con un approfondimento sui mercati dei capitali e sul loro ruolo nel supportare la crescita della Blue Economy, rafforzando la visione del settore come asset sempre più rilevante anche per gli investitori. In tema di “Capital market e Blue economy” Andrea Cabrini, direttore di Class Cnbc, ha intervistato Alessandra Bechi, vicedirettrice di Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt), e Luca Tavano, head of Mid and Small Caps, Primary Markets di Borsa Italiana.

Sempre Andrea Cabrini ha poi intervistato Attilio Ievoli, Ceo di Marnavi e presidente di NextGeo.

Ievoli nel suo intervento ha dichiarato: “Il settore dello shipping è storicamente un mondo piuttosto riservato, con modelli consolidati che ne hanno sostenuto la crescita nel tempo. In questo contesto, la Borsa può rappresentare un’importante opportunità: non solo per accedere a capitali, ma anche per accompagnare un’evoluzione organizzativa e manageriale in linea con le sfide attuali. L’esperienza di NextGeo dimostra come la quotazione possa accelerare questo percorso, rafforzando la struttura aziendale, la credibilità verso il mercato e la capacità di dialogare con grandi player internazionali. Allo stesso tempo, si tratta di un fattore sempre più rilevante per attrarre talenti. In una fase di trasformazione come quella che stiamo vivendo, il mercato dei capitali può diventare un alleato strategico per la crescita dello shipping e dell’intera Blue Economy”.

Munari: “Su Art legge fatta male”

L’intervento di Francesco Munari, professore di Diritto marittimo e dell’Unione europea e partner Deloitte Legal, ha riguardato “Regulation e sviluppo dei mercati marittimi”.

Nel suo intervento frontale, Munari ha ripreso l’allarme di Merlo: “Condivido quanto detto da Merlo sul problema Art/Adsp. Art ha una legge istitutiva fatta molto male, peggiorata con correttivi introdotti dopo il Ponte Morandi. E ha una postura non collaborativa nei confronti dei porti. Art fa il suo mestiere con ragionamenti econometrici nei confronti dei Pef. Che, va sottolineato, da anni ci sono nei porti: le concessioni non sono titoli rilasciati in maniera arbitraria. Art lo ha fatto in modo meccanicistico e algoritmico, senza tenere conto delle specificità dei porti che non sono una infrastruttura come altre”.

Nuovi modelli di investimento

Cuore del confronto è stata la seconda sessione, “Shipping Finance: capitali, debito e nuovi modelli di investimento”, che ha messo in luce un cambiamento strutturale nel finanziamento del settore: il progressivo affiancamento del credito bancario da parte del private debt. È emersa in particolare la necessità di un approccio integrato, in cui banche e fondi possano operare in modo complementare, condividendo rischi e opportunità.

Alla sessione hanno partecipato Andrea Pescatori, Ceo e managing partner di Ver Capital Sgr; Julien Mayen, managing director di EnTrust Global; Barbara Ellero, partner e board member di Anthilia Capital Partners Sgr; Nicola Porcari, responsabile Structured finance Cib di Bper Banca; Luca Manzoni, chief Corporate and investment banking di Banco Bpm; Lorenzo Ravano, senior banker, Corporate banking rea di Bnl (Gruppo Bnp Paribas); Roberto Ippolito, managing director di Clessidra Capital Credit Sgr; Carlo Bosco, managing director di Muzinich & Co.

Dal lato bancario, Nicola Porcari, head of Structured finance di Bper Banca, ha evidenziato il ruolo degli istituti nel nuovo contesto competitivo: “Vediamo dal nostro osservatorio del Blue Economy Desk un crescente interesse di investitori istituzionali nel settore dello shipping e della Blue Economy in generale e soluzioni innovative di capital structure. Il mix è tra investitori con competenze specialistiche e risorse per finanziare investimenti a lungo termine (porti cantieristica, energie marine) e capitale privato con diversi target e modalità di investimento: fondi di Private Equity, fondi specializzati in Sale e Lease Back (soprattutto asiatici), assicurazioni per copertura rischio credito e Corporate & Investment Banking come Bper per fornire servizi a tutto tondo comprensivi di consulenza M&A (fusioni e acquisizioni, ndr), export finance, project finance e Gtb (servizi operativi complessi per grandi clienti, ndr). Nei finanziamenti asset based vediamo la possibilità di cooperare anche con soggetti del private debt per soluzioni di capital structure evolute che allocano i rischi di crediti a diversi livelli. Bper ha un rapporto consolidato con il mondo della Blue Economy, ambito in cui è attiva da oltre 15 anni. Con la nascita del Corporate & Investment Banking, che offre servizi integrati di finanza evoluta e risposte adeguate alle complessità con cui il settore si sta confrontando, il perimetro e la scala dimensionale dei nostri interventi si sono ulteriormente ampliati. Per Bper il settore dello shipping è caratterizzato e all’avanguardia per tematiche di transizione energetica per noi molto rilevanti che guidano anche importanti investimenti sia nelle flotte che nelle infrastrutture di supporto.”

Secondo il report “Blue Economy: una leva strategica per la crescita dell’economia italiana”, curato dall’Ufficio studi, ricerche e innovazione di Bper Banca, sono oltre 232.000 le imprese coinvolte nel settore della Blue Economy, con 1,09 milioni di occupati e 76,6 miliardi di valore aggiunto diretto, che vale circa il 4% del totale nazionale. L’Italia si colloca al terzo posto per valore aggiunto ed occupazione distinguendosi per un modello ibrido e diversificato che integra turismo, logistica e industria.

Dove si muove il capitale

La terza sessione, “Porti, infrastrutture e servizi marittimi: dove si muove il capitale”, ha spostato l’attenzione sugli investimenti infrastrutturali e sul ruolo degli investitori istituzionali nello sviluppo del settore. Hanno partecipato Corrado Santini, Co-Cio Equity di F2i Sgr; Vera Veri, chief investment officer di Simest; Marco Tosato, senior investment manager di Fondo italiano d’investimento Sgr; Enrico Loewenthal, Ceo di Equiter Sgr; Andrea Nuzzi, chief business officer di Cdp (Cassa depositi e prestiti); Andrea Faraggiana, general manager e managing partner di Smart Capital.

In questo scenario, Andrea Nuzzi, chief business officer di Cdp (Cassa depositi e prestiti), ha richiamato il ruolo strategico del capitale pubblico e istituzionale: “Gli investimenti infrastrutturali rappresentano da sempre un elemento centrale delle strategie di intervento da parte di Cdp. Con il Piano strategico 2025-2027, Cassa ha ampliato gli strumenti di supporto nella prospettiva di potenziare le attività di finanziamento a lungo termine, assumere un ruolo sempre più proattivo nella strutturazione di operazioni complesse, anche in qualità di promotore di Partenariati pubblico privati, e adottare modelli di risk-sharing in complementarietà e sinergia con gli operatori di mercato. Grazie a un approccio ormai consolidato di “investitore paziente”, Cdp intende accompagnare lo sviluppo delle infrastrutture portuali e marittime italiane, elemento determinante per il rafforzamento della competitività del nostro Paese”.

Ha aggiunto Nuzzi: “Nel settore dell’economia marittima siamo presenti lungo tutta la catena del valore, con una caratteristica fondamentale: operiamo a monte, all’interno dei servizi portuali e anche a valle. In sostanza, copriamo l’intero sistema”. Un impegno che si traduce in interventi concreti lungo tutta la filiera, a partire dalle infrastrutture fino ai servizi collegati. “Lavoriamo su grandi interventi di ammodernamento e rifacimento delle infrastrutture portuali, entrando quindi nel dettaglio della parte a monte della filiera. Allo stesso tempo supportiamo numerose aziende che operano nell’ecosistema portuale, dai servizi marittimi al comparto crocieristico. Infine interveniamo a valle, sulla logistica integrata, con progetti che mirano a connettere il porto alle altre infrastrutture”. Il focus strategico resta quindi sugli investimenti, con numeri rilevanti già nel breve periodo. “Nel nuovo piano strategico sono previsti, tra il 2025 e il 2027, impieghi per 9 miliardi a supporto delle infrastrutture: nel primo anno, di cui abbiamo appena presentato i risultati, abbiamo raggiunto circa 3,5 miliardi. È evidente che il sistema portuale rappresenta una priorità”.

Nel corso dell’intera mattinata è emersa con forza la necessità di sviluppare un ecosistema finanziario evoluto a sostegno della Blue Economy, capace di attrarre capitali privati e istituzionali e di valorizzare il ruolo dello shipping come infrastruttura fondamentale per il Paese.

I prossimi appuntamenti

Il Blue Capital Forum si inserisce nel percorso “Road to Best”, il tour nazionale promosso da Blue Media in vista di Best – The Blue Economy Summit & Trade Show, in programma a Genova dal 16 al 19 novembre 2026: la prima edizione di un evento biennale che nasce conl’obiettivo di consolidare un dialogo strutturato tra imprese, istituzioni e investitori della Blue Economy a livello globale.

Il percorso proseguirà con la prossima tappa del roadshow, in programma il 15 maggio a Civitavecchia, uno dei principali hub portuali del Mediterraneo, con l’evento “Civitavecchia Gateway Mediterraneo – Autostrade del mare, merci e traffico passeggeri: strategie per la portualità del futuro”.