All’indomani dei primi cento anni di attività di Ente Bacini, la società pubblica che gestisce i bacini di carenaggio nella zona delle riparazioni navali del porto di Genova, quello di Alessandro Terrile, amministratore delegato della società, è un bilancio positivo non solo per gli obiettivi raggiunti ma anche per il lavoro già programmato da qui a prossimi mesi. «Siamo molto vicini al limite strutturale di capacità delle nostre infrastrutture e negli ultimi tre anni abbiamo registrato una progressiva e continua crescita di lavoro», spiega.
Quale è la situazione che prevedete da qui a fine anno?
«Con le prenotazioni che già abbiamo ora, possiamo dire che siamo già pieni per tutto il 2025. Si tratta di un dato molto positivo e incoraggiante sia per le aziende che per i lavoratori. Negli ultimi dieci mesi sono stati registrati numeri da record, segno di grande positività e crescita per tutto il settore delle riparazioni navali. Nel 2024 i ricavi hanno superato i 16 milioni di euro, in costante aumento rispetto al passato».
Quali sono i prossimi arrivi previsti nei vostri bacini di carenaggio?
«Ne cito uno, quello di una nave militare nel mese di maggio ma più in generale stiamo lavorando molto bene con tutte le aziende che usufruiscono dei nostri spazi. Ci fa poi molto piacere avere qui da noi le navi da crociera realizzate da Fincantieri la cui presenza testimonia l’importanza della nostra attività non solo per il porto di Genova ma più in generale per tutto il comparto nazionale delle riparazioni navali».
A fine anno scade la concessione che la vostra società ha dall’Autorità di sistema portuale di Genova-Savona per i bacini di carenaggio. Vi preoccupa questo aspetto?
«Ci aspettiamo che la concessione possa essere prorogata quanto prima e si tratta certamente di un aspetto da non trascurare. Ci aspettiamo che questa questione possa risolversi positivamente al più tardi entro la fine dell’estate. Non dimentichiamoci poi che i nostri bacini saranno oggetto di lavori di ammodernamento con la chiusura alternata dei bacini 4 e 5. Speriamo di avere notizie positive sulla concessione al più tardi terminati i lavori. E poi ci auguriamo di avere nuovi spazi in cui accogliere le navi più grandi che al momento non possiamo ancora ospitare».
Il socio di maggioranza di Ente Bacini è l’Autorità di sistema portuale. In passato si è più volte parlato di privatizzazione. Quale è secondo lei la strada migliore da percorrere?
«Questa è una decisione che dovrà fare in futuro l’Authority. Quello che mi sento di dire è che il sistema applicato qui a Genova fino ad oggi ha dimostrato di funzionare e bene. Tutto questo è testimoniato dalla crescita del lavoro, dagli ottimi rapporti che ci sono con le aziende e da una gestione dei bacini di carenaggio che ha sempre soddisfatto tutti».
In occasione dei festeggiamenti per i primi cento anni di attività di Ente Bacini è stato anche presentato il volume dal titolo “Ente Bacini 1925-2025-I primi cento anni al servizio del porto di Genova”.
«La pubblicazione del volume chiude un progetto durato circa due anni, partito dal recupero e dall’esame dei verbali degli organi sociali, grazie al lavoro certosino dell’architetto Guido Rosato che ha reperito documenti rilevantissimi nei vari archivi cittadini. Sono particolarmente grato alla soprintendente Bartolini e alle funzionarie della Soprintendenza che hanno collaborato con passione al nostro progetto, aiutandoci a dimostrare che un bene monumentale può continuare ad essere un luogo di lavoro capace di coniugare la tutela dell’infrastruttura con le necessità dell’industria».