Usa, la Guardia costiera sequestra 34 tonnellate di cocaina

L’operazione, denominata 'Pacific Viper', si è svolta tra fine giugno e metà agosto nelle acque internazionali del Pacifico orientale e dei Caraibi

Un sequestro di droga

Ultimo aggiornamento 27 agosto 2025 - 18:04

La Guardia costiera degli Stati Uniti ha effettuato il più imponente sequestro di droga della sua storia, con lo sbarco a Port Everglades, in Florida, di oltre 34 tonnellate di cocaina e circa 6,5 tonnellate di marijuana, per un totale superiore alle 40 tonnellate di stupefacenti. Il valore stimato del carico è di circa 473 milioni di dollari.
L’operazione, denominata ‘Pacific Viper‘, si è svolta tra fine giugno e metà agosto nelle acque internazionali del Pacifico orientale e dei Caraibi. In poco meno di due mesi sono state condotte 19 azioni di intercettazione, che hanno permesso di bloccare un flusso diretto verso i porti statunitensi.
Il carico è stato trasportato e scaricato dalla USCGC Hamilton, una delle unità di punta della flotta americana. All’operazione hanno partecipato anche la Marina statunitense, assetti navali olandesi e diverse agenzie federali, in un quadro di cooperazione interforze e internazionale che sottolinea la dimensione globale del contrasto al narcotraffico.
Secondo i vertici della Guardia costiera, il quantitativo sequestrato sarebbe sufficiente a produrre decine di milioni di dosi di cocaina. L’impatto economico dell’operazione è rilevante: i cartelli sudamericani perdono in un colpo solo quasi mezzo miliardo di dollari di ricavi potenziali. Considerando i margini elevatissimi della filiera, stimati tra il 70% e l’80% per le spedizioni marittime, la perdita netta per le organizzazioni criminali supera i 300 milioni.
A livello macroeconomico, il narcotraffico genera flussi stimati in oltre 315 miliardi di dollari l’anno, equivalenti al 1% del Pil mondiale. Il blocco di 40 tonnellate in due mesi corrisponde quindi a una quota significativa di traffico intercettato su scala globale, anche se resta una frazione rispetto ai volumi che raggiungono comunque i mercati. Solo negli Stati Uniti, il consumo di cocaina e marijuana muove annualmente tra i 90 e i 100 miliardi di dollari, con costi indiretti in termini di sanità, sicurezza e perdita di produttività stimati in ulteriori 200 miliardi.
L’operazione mette inoltre in luce l’impatto sul settore logistico e sulla sicurezza marittima. I cartelli utilizzano imbarcazioni veloci, pescherecci e persino sottomarini artigianali, con costi di costruzione relativamente contenuti (circa 1-2 milioni di dollari a mezzo) ma capaci di trasportare carichi dal valore di centinaia di milioni. La capacità di neutralizzare 19 spedizioni in poche settimane segnala l’efficacia dei sistemi di sorveglianza statunitensi, basati su ricognizione aerea e intelligence satellitare. Il sequestro record conferma due dinamiche: da un lato la capacità operativa crescente della Guardia costiera e dei partner internazionali, dall’altro l’ampiezza del fenomeno, che rimane in grado di generare flussi finanziari superiori a quelli di interi settori economici.