Una nuova crisi ha travolto i settori della logistica e del trasporto su gomma negli Stati Uniti. In poche settimane, almeno 16 compagnie di varie dimensioni sono state colpite. L’ondata di default non ha fatto eccezioni, interessando sia i piccoli padroni sia le flotte con decine di mezzi.
Dalle analisi dei documenti dei tribunali federali emerge un quadro di profonda sofferenza finanziaria, che attraversa trasversalmente l’intero comparto: dai trasporti generali alle consegne dell’ultimo miglio, fino ai segmenti agricoli e industriali. Tra la fine di agosto e il 21 settembre, tutte le sedici società hanno dovuto avviare le procedure concorsuali per bancarotta, ricorrendo al Chapter 11 (ristrutturazione) o al Chapter 11 liquidatorio.
Il default è alimentato da un mix esplosivo: costi operativi elevati, tra i quali spicca l’aumento dei prezzi dei carburanti, e tariffe di nolo sotto pressione. Tra i sedici casi, due spiccano: quelli della texana Xoco Transport e della Globemaster dell’Illinois. Entrambe contano decine di mezzi e milioni di passività.
In difficoltà anche la filiera dei corrieri e dei sub-appaltatori legati ai giganti dell’e-commerce. È il caso della CLJ Transporting, attiva nelle consegne rapide in Florida. Secondo gli analisti, “questa scia di fallimenti evidenzia la vulnerabilità strutturale dei piccoli e medi operatori in un mercato dei trasporti statunitense sempre più selettivo e complesso”.