Il Dipartimento dell’Interno degli Stati Uniti ha approvato un piano di espansione che consentirà l’estrazione di 14,5 milioni di tonnellate di carbone dalla concessione federale dell’Antelope Mine, nel Wyoming. L’autorizzazione riguarda una modifica al piano estrattivo per il West Antelope II South Tract, che si estende su circa 857 acri di terra federale, e garantirà alla miniera altri dodici anni di attività, fino al 2037.
La decisione è arrivata al termine di una valutazione ambientale che ha portato a un “Finding of No Significant Impact”, attestando l’assenza di impatti significativi. Per l’amministrazione Trump, l’espansione rientra in una strategia più ampia di rilancio dell’industria carbonifera, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica e creare occupazione nelle comunità minerarie.
L’Antelope Mine, gestita dalla Navajo Transitional Energy Company, impiega circa 400 addetti e produce ogni anno tra 20 e 25 milioni di tonnellate di carbone, collocandosi tra le più produttive degli Stati Uniti. L’area interessata dall’ampliamento equivale a oltre la metà della produzione annuale esistente, confermando il ruolo centrale del sito nel bacino del Powder River. Un elemento decisivo è stata l’entrata in vigore della legge nota come “Big Beautiful Bill”, che ha ridotto la royalty federale sul carbone dal 12,5% al 7%. Questa misura, secondo le stime, comporterà una perdita di circa 50 milioni di dollari l’anno per il Wyoming, che divide le entrate con il governo federale. Le autorità statali chiedono ora di rivedere il meccanismo di ripartizione per compensare il calo di gettito.
I sostenitori dell’iniziativa sottolineano che il progetto era ammissibile già sotto l’amministrazione Biden, in quanto presentato prima del blocco alle nuove concessioni federali nel bacino del Powder River. Nonostante ciò, il via libera non era mai arrivato. Con il nuovo quadro normativo, l’iter è stato sbloccato rapidamente, rilanciando le prospettive di crescita per il settore. Il governatore del Wyoming Mark Gordon ha accolto positivamente la notizia, evidenziando l’importanza dell’espansione per l’economia locale e sollecitando un’accelerazione anche su altri progetti minerari, come quello della Black Butte Mine, che potrebbe sbloccare ulteriori 9,2 milioni di tonnellate di carbone. Parallelamente, il Bureau of Land Management sta valutando modifiche ai piani di gestione territoriale per rimuovere le restrizioni su nuove concessioni nel Wyoming e nel Montana meridionale.
Dopo aver toccato nel 2024 il minimo storico sotto i 200 milioni di tonnellate annue, la produzione di carbone del Wyoming mostra segni di recupero. L’espansione dell’Antelope Mine rappresenta un tassello di una più ampia strategia di ritorno all’energia convenzionale, in controtendenza rispetto alla transizione energetica globale, e segna un momento cruciale per un’industria che punta a riaffermare il proprio peso nell’economia americana.