Dazi, Cattani (Farmindustria): “Su beni come i farmaci Trump rischia l’effetto boomerang”

“Gli Stati Uniti dipendono per 11 miliardi da farmaci prodotti soltanto in Italia”

Farmaci in una foto d'archivio

Ultimo aggiornamento 4 marzo 2025 - 15:22

Roma – “Su beni primari come i farmaci i dazi sarebbero un boomerang enorme per i cittadini statunitensi e per l’amministrazione stessa dal punto di vista del consenso politico”. Cosi’ il presidente di Farmindustria Marcello Cattani, interpellato da Radiocor sugli effetti che l’imposizione di dazi al 25 per cento da parte del presidente Usa Donald Trump avrebbe sull’industria farmaceutica italiana.

“In ogni caso i dazi non ci sono ancora e finché non saremo in un altro scenario – precisa Cattani – per me il bicchiere è mezzo pieno. Ho grande fiducia nell’attività del governo, della premier Meloni e del ministro Tajani affinché la moral suasion europea, con l’Italia che gioca un ruolo importante sugli Stati Uniti, porti alla consapevolezza che gli Usa dipendono per oltre 11 miliardi da farmaci ‘made in Italy’, che non è pensabile per la presidenza Trump trovare in altre parti del mondo. Innanzitutto i dazi avrebbero un impatto sui cittadini dal punto di vista di potenziali carenze: noi ovviamente non vogliamo questa situazione e crediamo in una soluzione che non può che essere politica rispetto a un bene primario quale sono i farmaci. E la soluzione – avvisa poi Cattani – non è certo andare a produrre farmaci negli Stati Uniti perché la costruzione e la certificazione di un nuovo stabilimento può richiedere fino a cinque anni mentre il problema, nel caso in cui dovessero esserci dei dazi, sarebbe immediato”.