L’Europa si avvicina all’inverno con meno gas nelle riserve rispetto allo scorso anno. Al 12 settembre gli stoccaggi dell’Unione europea erano pieni al 68,04%, contro l’80,12% registrato nello stesso giorno del 2025. Un divario di oltre 12 punti percentuali che aumenta l’importanza degli approvvigionamenti dei prossimi mesi.
È il nuovo allarme dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis (Ieefa), secondo cui il mercato europeo sta compensando l’attuale scenario soprattutto attraverso una crescente presenza del Gnl statunitense. Dall’inizio del 2026 gli Stati Uniti hanno coperto circa il 60% delle importazioni europee di gas naturale liquefatto, quota salita al 70% nel solo mese di agosto. Nello stesso mese l’Ue ne ha acquistato il 43% in più rispetto a luglio.
Nel complesso, tra gennaio e agosto le importazioni di gas sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo del 2025, intorno a 200 miliardi di metri cubi. È cambiata però la geografia degli approvvigionamenti. I volumi di Gnl provenienti dal Qatar sono diminuiti di 5,1 miliardi di metri cubi, mentre quelli dagli Stati Uniti sono aumentati di 1,8 miliardi. Sono cresciuti anche i flussi via tubo dalla Norvegia, di 3,2 miliardi, e le forniture da Algeria, Russia e Regno Unito.
A rendere più complesso il quadro sono le tensioni sulle rotte marittime. Nello Stretto di Hormuz le restrizioni alla navigazione hanno quasi azzerato le esportazioni di Gnl dal Qatar. Secondo i dati della società di analisi Kpler citati da Reuters, ad agosto appena 70 mila tonnellate, equivalenti al carico di una sola metaniera, sono riuscite a uscire dallo Stretto, contro una media mensile di 6,51 milioni di tonnellate nei tre mesi precedenti la guerra.
Le conseguenze si sono riflesse anche sui prezzi. Il Gnl spot destinato all’Asia settentrionale ha raggiunto 26 dollari per milione di Btu nella settimana conclusa l’11 settembre, circa il 150% in più rispetto ai livelli precedenti il conflitto. Il rincaro ha però frenato gli acquisti asiatici, lasciando temporaneamente maggiori volumi disponibili per il mercato europeo.
Il ruolo degli Stati Uniti potrebbe rafforzarsi ulteriormente con l’uscita del Gnl russo dal mercato comunitario. Nella prima metà del 2026 la Russia rappresentava ancora circa il 19% delle importazioni di gas naturale liquefatto dell’Ue. Dal 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il divieto europeo sulle forniture nell’ambito dei contratti esistenti.
Per Ieefa, la leva strutturale resta la riduzione della domanda. Tra il 2021 e il 2025 il consumo europeo di gas è diminuito del 17,7%. Efficienza energetica, rinnovabili, accumuli ed elettrificazione possono ridurre ulteriormente il fabbisogno e quindi la necessità di ricorrere alle importazioni nei momenti di maggiore tensione sui mercati.