Lynas Rare Earths, il maggiore produttore di terre rare al di fuori della Cina, ha lanciato un aumento di capitale da 750 milioni di dollari australiani, circa 490 milioni di dollari, destinato a finanziare l’espansione internazionale delle sue attività di estrazione e trasformazione. L’operazione prevede una collocazione interamente sottoscritta a 13,25 dollari australiani per azione, con uno sconto del 10% rispetto alla chiusura precedente, e uno share purchase plan per i piccoli investitori fino a 75 milioni. La società punta a rafforzare la produzione di terre rare pesanti, segmento cruciale per le tecnologie avanzate, dopo essere diventata la prima al mondo fuori dalla Cina a separare ossidi di disprosio e terbio in Malesia.
Il gruppo guarda anche al downstream. È in discussione un accordo con la coreana JS Link per costruire in Malesia una fabbrica di magneti permanenti da 3.000 tonnellate annue, mentre negli Stati Uniti è in fase di progettazione un impianto integrato per terre rare pesanti e leggere, in collaborazione con il governo di Washington. Parallelamente, Lynas ha firmato un’intesa con lo stato malaysiano di Kelantan per lo sviluppo di giacimenti di argille ioniche ricche di elementi rari, e ha completato l’espansione della miniera di Mount Weld, incrementando la capacità produttiva di ossidi NdPr (neodimio e praseodimio) di 2.400 tonnellate all’anno.
La mossa arriva in un contesto di tensione geopolitica e industriale. Le nuove restrizioni decise da Pechino sulla lavorazione delle terre rare hanno provocato un aumento dei prezzi dell’ossido di NdPr e spinto i governi occidentali a costruire catene di fornitura alternative. Lynas è al centro di queste strategie: ha aperto colloqui con Stati Uniti, Australia e Giappone per introdurre meccanismi di sostegno ai prezzi minimi, che possano ridurre la dipendenza dalla Cina.
Sul fronte contabile i numeri restano deboli. L’utile netto nell’esercizio chiuso a giugno è sceso a 8 milioni di dollari australiani, contro gli 84,5 milioni dell’anno precedente, molto al di sotto delle stime di consenso. Un calo legato agli ammortamenti dei progetti di Kalgoorlie e Mount Weld. Intanto il progetto texano di Seadrift, finanziato dal Pentagono, resta congelato: la ceo Amanda Lacaze ha chiarito che non sarà realizzato senza un accordo commerciale favorevole.
Gli analisti leggono l’operazione come un’iniziativa opportunistica: Lynas sfrutta il rally del titolo, più che raddoppiato dall’inizio dell’anno, per rafforzare la liquidità e prepararsi a possibili acquisizioni in giacimenti di argille ioniche in Brasile e Australia. L’obiettivo è consolidare il ruolo di attore chiave in una filiera critica per la transizione energetica e le tecnologie di difesa, in un mercato che cerca urgentemente alternative a Pechino.