MERA Oil investe 5 miliardi nel Golfo: nuova raffineria fuori dallo Stretto di Hormuz

Il consorzio tra società statunitensi e saudite punta a un impianto da 200 mila barili al giorno collegato a un porto in acque profonde. La scelta del sito è attesa entro la fine del 2026.

Ultimo aggiornamento 29 luglio 2026 - 16:00

Mentre il conflitto con l’Iran continua a mettere sotto pressione i flussi energetici della regione, il consorzio MERA Oil, formato da società statunitensi e saudite, accelera il progetto per la realizzazione di una raffineria integrata da 5 miliardi di dollari nel Golfo Persico, destinata a rafforzare le infrastrutture energetiche e la capacità di esportazione dell’area.

Il progetto è promosso dalla texana MWG Group, dal Patel Family Office e da PWS, società collegata al gruppo industriale saudita AHQ Group. Il consorzio ha annunciato di essere entrato nella fase finale della selezione del sito che ospiterà l’impianto, con una decisione attesa entro la fine del 2026.

La raffineria avrà una capacità di lavorazione di 200 mila barili di petrolio al giorno e sarà integrata con un porto in acque profonde, depositi per lo stoccaggio di greggio e prodotti raffinati e terminal marittimi dedicati all’export.

Secondo MERA Oil, uno degli elementi strategici dell’investimento è la localizzazione al di fuori dello Stretto di Hormuz, il principale collo di bottiglia del commercio mondiale di petrolio, oggi fortemente condizionato dalle tensioni geopolitiche. L’obiettivo è garantire una piattaforma di esportazione con accesso diretto alle principali rotte marittime internazionali, riducendo l’esposizione ai rischi legati all’area.

Il consorzio ha inoltre avviato trattative con i futuri fornitori di greggio che alimenteranno la raffineria. Gli accordi definitivi dovrebbero essere finalizzati parallelamente alla scelta del Paese che ospiterà il progetto, attualmente ristretto a tre possibili località all’interno dei sei Stati membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC).