Stati Uniti: la Maritime Administration sceglie sedici nuovi poli di formazione dei marittimi

Il programma di formazione dei marittimi, varato nel 2018, oggi registra quarantotto centri attivi, diffusi su ventotto tra stati e territori con ottantasette strutture designate complessivamente

Philly Shipyard in the U.S.

Ultimo aggiornamento 9 settembre 2026 - 17:21

Uno dei problemi che affliggono lo stato della marina mercantile a stelle e strisce è la scarsità di forza lavoro: nei decenni precedenti la convenienza era quella di esternalizzare questo ruolo e di ridurre sempre più la presenza dei marinai americani.

Da quando nel 2025 Donald Trump è tornato alla Casa Bianca, si vuole cambiare questo trend, che pure ha registrato una significativa evoluzione anche durante l’amministrazione di Joe Biden: già ad aprile di quell’anno il decreto esecutivo chiamato “Restoring America Maritime Dominance” aveva identificato il reclutamento della forza lavoro come uno dei punti su cui investire maggiormente per ricostruire la “potenza marittima americana”.

Così la Maritime Administration americana (Marad) ha designato sedici istituzioni pubbliche e private come poli di addestramento autorizzati come “Centri d’Eccellenza” per formare.

La scelta è caduta su queste strutture:

  • Argonaut, Ohio
  • Bunker Hill Community College, Massachusetts
  • Center for Professional Mariner Development, Maine
  • Chapman School of Seamanship, Florida
  • Corn Belt Ports Rural Maritime & Logistics Training & Education Consortium, con sedi in Iowa, Illinois, Missouri e Wisconsin
  • Maritime Institute, che ha sedi Washington e California
  • Naval Architecture e Marine Engineering Department presso l’University of Michigan
  • Northeast Maritime Institute, Massachusetts
  • Northwest Maritime Center, Washington
  • Resolve Maritime Academy, Florida
  • Sea School, collocata in Florida, Alabama, South Carolina e Louisiana
  • Seamen’s Church Institute, basata in Kentucky e Texas
  • University of West Florida, Florida
  • Washington State Ferries, Washington
  • Webb Institute, New York
  • Western Pacific Maritime Academy, la più remota delle istituzioni, con sedi a Guam e nelle Isole Marianne Settentrionali

Con questa aggiunta i centri già attivi diventano quarantotto, diffusi su ventotto tra stati e territori con ottantasette strutture designate complessivamente.

Finora i marittimi formati ogni anno sono circa 58mila e se ne aggiungeranno altri ventimila, secondo le stime della Marad.

Il Segretario ai Trasporti Sean Duffy ha dichiarato che “Dalla costruzione di navi da guerra alla gestione dei rimorchiatori fluviali, ci siamo associati con istituzioni d’élite per rafforzare la nostra forza lavoro marittima con le capacità che servono per rafforzare la nostra catena dei rifornimenti in piena attività”.

Finora gli Stati Uniti costruiscono soltanto l’1% delle navi commerciali prodotte a livello globale, una debolezza che ha avuto ripercussioni anche nel settore militare: il 13 agosto un memo del presidente Donald Trump ha autorizzato i cantieri finlandesi a produrre navi rompighiaccio per la guardia costiera a causa della “scarsa base industriale americana“, un giudizio insolitamente schietto per un leader noto per la sua esaltazione delle eccellenze americane.

Questa misura arriva come ultimo step di un processo iniziato con il programma “Domestic Maritime Workforce Training” del 2018 durante la prima amministrazione Trump, ma le prime istituzioni formative, ventisette in totale, sono state varate sotto Joe Biden nel 2021, con cinque aggiunte nel 2024.

Sul tema si è riscontrata un’insolita convergenza delle forze politiche, segno che esistono ancora dei temi condivisi quando si tratta di creare nuova forza lavoro.