Il colosso siderurgico tedesco Thyssenkrupp mantiene prospettive moderatamente positive per la domanda mondiale di acciaio nel 2026, pur sottolineando che l’andamento del mercato resterà fortemente legato all’evoluzione delle tensioni geopolitiche, dei prezzi dell’energia e delle performance dei settori utilizzatori. Le stime diffuse dalla società non includono ancora gli effetti delle nuove misure di salvaguardia dell’Unione Europea, entrate in vigore lo scorso 1° luglio. Su scala globale, la domanda di acciaio è attesa in aumento dello 0,7% su base annua nel corso del 2026, sostenuta dal rafforzamento dei mercati negli Stati Uniti e nell’Unione Europea, in grado di compensare ampiamente la contrazione dei consumi registrata in Cina.
Dinamiche più complesse si osservano invece nel comparto automobilistico, dove il gruppo prevede una contrazione dei volumi produttivi per l’intero anno fiscale 2025-2026, penalizzato dalle fluttuazioni dei prezzi del petrolio, dalle limitazioni temporanee alla navigazione nello stretto di Hormuz e dalla debolezza della domanda sul mercato cinese. Di segno opposto le previsioni per il settore dei macchinari, per il quale Thyssenkrupp stima una crescita delle vendite dell’1,7%, sostenuta dai trend positivi registrati l’anno precedente in Europa, Stati Uniti e Cina. Nel frattempo, la divisione Thyssenkrupp Steel Europe prosegue con decisione il proprio piano di ristrutturazione e riduzione dei costi. L’organico è stato ridotto del 3% su base annua, scendendo a 25.078 dipendenti alla fine di giugno, mentre gli investimenti nei primi nove mesi dell’anno fiscale sono diminuiti del 42%, attestandosi a 265 milioni di euro. A incidere è stato anche l’effetto finanziario netto positivo derivante dai sussidi ottenuti per il nuovo impianto di riduzione diretta.
I lavori di costruzione della torre di riduzione procedono regolarmente e il preassemblaggio dei due forni fusori del sito è ormai prossimo alla conclusione. Proseguono inoltre i preparativi per la modernizzazione della colata continua numero tre a Duisburg, il cui avvio è previsto per l’ultimo trimestre dell’anno fiscale. Sul fronte commerciale, l’acquisizione di ordini da parte della divisione siderurgica è tornata a crescere rispetto allo scorso anno, grazie alla spinta dei clienti industriali e commerciali, sebbene il fatturato complessivo resti ancora frenato dal contesto macroeconomico sfavorevole. Nonostante la flessione dei ricavi, i risultati economici rettificati hanno registrato un miglioramento grazie al rigoroso blocco delle assunzioni, agli interventi di ristrutturazione, ai guadagni di efficienza nella produzione e nella logistica e alla diminuzione dei costi delle materie prime. Tra le operazioni societarie di rilievo spicca il perfezionamento della cessione della quota del 50% detenuta in Huttenwerke Krupp Mannesmann a favore di Salzgitter, per il prezzo simbolico di un euro. L’operazione richiederà un’ulteriore immissione di capitale fresco e genererà una minusvalenza nell’ultimo trimestre dell’esercizio.
Nonostante un utile operativo sceso a 80 milioni di euro nei primi nove mesi, a causa del confronto con il precedente esercizio, Thyssenkrupp Steel Europe ha confermato la propria redditività trimestrale, registrando nel terzo trimestre un EBIT in forte crescita, a 185 milioni di euro, grazie all’efficacia delle misure di ristrutturazione interna.