Rompighiaccio a propulsione nucleare. Solo Putin ha una flotta commerciale con queste caratteristiche. E a Trump questo asset così unico al mondo serve per scopi commerciali e politici. Il vertice in Alaska tra America e Russia può essere importante per la definizione di una via della pace che permetta la fine della guerra in Ucraina. Ma è stato utile al presidente Usa anche per tracciare una nuova rotta commerciale.
La Casa Bianca ha sondato il Cremlino sull’utilizzo di quella flotta così potente e indispensabile per rendere navigabile in sicurezza – e per buona parte dell’anno – il passaggio a Nord Ovest: senza rompighiaccio il corridoio commerciale sarà esclusivo appannaggio della Russia (ovviamente) e della Cina, il partner che maggiormente sta sostenendo Mosca dall’entrata in guerra con Kiev.
Non è saggio per l’Occidente rimanere fuori da questa partita. E lo è ancora meno per gli interessi degli Stati Uniti.
Se il passaggio artico dovesse rimanere un affare tra Mosca e Pechino, per l’America il rischio sarebbe altissimo, considerando che un’altra rotta strategica da tempo è resa insicura dalle tensioni che agitano il Medio Oriente. Suez infatti rimane pericoloso per i missili che gli Houthi continuano a sparare sulle portacontainer degli armatori che i ribelli considerano nemici.
Per l’altro passaggio, quello di Panama, è fondamentale mettere le mani sui terminal di Hutchison: nelle intenzioni di Trump devono diventare un presidio americano. Le partita si sta complicando, la Cina vuole comunque rimanere in gioco e partecipare in qualche forma all’acquisto delle banchine costruite davanti ai due ingressi del Canale. Il quadro chiarisce bene l’ossessione degli Usa per lo shipping e per la cantieristica: se si concede troppo vantaggio ad altri Paesi, concorrenti dell’America e in generale dell’Occidente, si perde il controllo delle rotte e quindi del commercio globale.
Non solo: in ballo ci sono anche le vie di approvvigionamento energetico e la trattativa sul passaggio Artico è incentrata proprio sul Gnl, il gas naturale. Trump vuole esportare in Asia il prodotto americano e ha annunciato supporto a progetti che possano aumentare la produzione made in Usa, anche in Alaska. Ecco perché una cooperazione tra Russia e America potrebbe allentare la morsa della Cina sui corridoi dello shipping. E ridisegnare le rotte commerciali e politiche.