A Taiwan il fotovoltaico galleggiante si allea con gli allevamenti ittici

Il sistema sperimentato combina pannelli fotovoltaici, accumulo e tecnologie per mantenere stabile la produzione anche nelle condizioni meteorologiche più difficili

Ultimo aggiornamento 13 settembre 2026 - 19:04

Taiwan sta sperimentando il fotovoltaico galleggiante come soluzione per produrre energia rinnovabile senza sottrarre terreno alle attività agricole e industriali, in particolare all’acquacoltura. Per un’isola densamente popolata, dove oltre il 97% dell’energia dipende da combustibili importati e le emissioni di CO2 raggiungono circa 262 milioni di tonnellate l’anno, trovare nuovi spazi per le rinnovabili è una necessità oltre che una sfida.

L’obiettivo di Taipei è arrivare alla neutralità climatica entro il 2050, ma la transizione deve fare i conti con la scarsità di suolo disponibile. Il ricorso all’eolico offshore ha consentito di aumentare la capacità rinnovabile senza occupare territorio, ma la presenza di migliaia di impianti e gabbie per l’allevamento dei pesci lungo le coste rende più complessa l’espansione delle infrastrutture in mare. Da qui la scelta di sperimentare sistemi solari galleggianti integrati con l’acquacoltura. Il progetto pilota è stato realizzato nell’arcipelago di Penghu, dove i pannelli sono stati installati accanto alle strutture utilizzate per l’allevamento. La soluzione permette di condividere lo spazio marino e, secondo i ricercatori, può offrire agli operatori un’ulteriore fonte di reddito senza spostare gli impianti esistenti.

Il sistema sperimentato combina pannelli fotovoltaici, accumulo e tecnologie per mantenere stabile la produzione anche nelle condizioni meteorologiche più difficili. Sono state utilizzate una batteria agli ioni di litio e una al piombo, insieme a un sistema di inseguimento solare su due assi e a un dispositivo di raffreddamento a spruzzo, pensato per limitare il surriscaldamento e mantenere pulita la superficie dei pannelli. Il punto centrale della sperimentazione è stata la resistenza alle condizioni tipiche dell’isola, esposta ai monsoni e a eventi meteorologici sempre più intensi. Nei test, il sistema ha registrato un aumento della produzione energetica del 25,17% nelle giornate soleggiate e del 40,29% in condizioni di vento e cielo coperto rispetto alla configurazione di riferimento.

L’energia prodotta ha permesso di mantenere operative apparecchiature essenziali per gli allevamenti, dalle pompe ai sistemi di ossigenazione fino ai distributori automatici di mangime. Per un settore che dipende dalla continuità dell’alimentazione elettrica, la possibilità di disporre di una fonte locale e resistente alle condizioni estreme può ridurre il rischio di interruzioni. Lo studio pubblicato nel 2025 sulla rivista Electronics indica ora nella commercializzazione il passaggio successivo. Restano da affrontare i costi, la gestione degli impianti in mare e soprattutto le procedure per ottenere le autorizzazioni necessarie. Ma per Taiwan il fotovoltaico galleggiante può offrire una doppia risposta: aumentare la produzione di energia pulita senza consumare suolo e rafforzare la resilienza di un comparto strategico come l’acquacoltura.