La Cina accelera: entro il 2030 il 70% delle nuove auto sarà elettrico

Alla fine del 2025 i cosiddetti new energy vehicles, cioè le automobili elettriche e ibride, rappresentavano il 54% delle vendite di automobili per passeggeri in Cina

Ultimo aggiornamento 12 settembre 2026 - 17:17

La Cina vuole che entro il 2030 fino al 70 per cento delle automobili nuove vendute nel paese sia elettrico o ibrido. L’obiettivo è contenuto nel nuovo piano quinquennale per l’industria automobilistica, elaborato da quasi una dozzina di agenzie governative, e conferma una trasformazione del mercato automobilistico cinese che sta già avendo effetti importanti anche sulla domanda di petrolio. Alla fine del 2025 i cosiddetti new energy vehicles, cioè le automobili elettriche e ibride, rappresentavano il 54 per cento delle vendite di automobili per passeggeri in Cina. Ad agosto di quest’anno la loro quota era già salita al 65 per cento, secondo i dati della China Passenger Car Association citati da Bloomberg. Per questo alcuni analisti ritengono possibile che il traguardo del 70 per cento venga raggiunto persino prima del 2030. Il nuovo piano prevede anche che entro la fine del decennio il 40 per cento dei nuovi veicoli commerciali venduti in Cina sia elettrico. È un obiettivo particolarmente significativo perché il trasporto pesante e commerciale è uno dei settori in cui la sostituzione dei motori tradizionali con quelli elettrici è più complessa.

La crescita delle automobili elettriche non è però soltanto una questione industriale. Sta cambiando anche il mercato dell’energia. La Cina è il paese che consuma più petrolio al mondo dopo gli Stati Uniti e per decenni la crescita del numero di automobili, dei trasporti e dell’economia ha sostenuto una forte domanda di benzina e diesel. Ora questa relazione si sta indebolendo. La domanda cinese di carburanti per il trasporto stradale è infatti in calo per il secondo anno consecutivo. Nel 2026 la diminuzione è diventata più marcata anche a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia seguito alla guerra in Iran. Prezzi più alti rendono più costoso usare le automobili tradizionali e, allo stesso tempo, aumentano l’interesse per veicoli che consumano meno carburante o che non ne utilizzano affatto.

Secondo le stime del Sinopec Economics & Development Research Institute, l’istituto di ricerca della compagnia petrolifera cinese Sinopec, nel 2026 la domanda complessiva di petrolio in Cina potrebbe diminuire dell’8,9 per cento rispetto all’anno precedente. La domanda di benzina è prevista in calo dell’8,7 per cento, mentre quella di diesel potrebbe diminuire dell’11,4 per cento. L’aumento dei prezzi del petrolio, quindi, non sta semplicemente riducendo i consumi nel breve periodo. Potrebbe accelerare una trasformazione che era già in corso. Le automobili elettriche e ibride stanno guadagnando terreno in Cina grazie a una combinazione di incentivi pubblici, investimenti industriali, prezzi competitivi e una gamma sempre più ampia di modelli prodotti dalle aziende locali.

Marchi come BYD, Geely e Zeekr sono ormai conosciuti anche fuori dalla Cina. Un altro produttore cinese, Li Auto, si prepara intanto a fare un passo importante verso il mercato europeo. L’azienda presenterà al Salone dell’auto di Parigi di ottobre la versione europea del suo i6, il primo modello destinato al continente, e dovrebbe annunciare in quell’occasione i propri piani di espansione internazionale. Li Auto è un marchio relativamente giovane e finora molto concentrato sul mercato cinese. Produce soprattutto SUV di grandi dimensioni e veicoli elettrificati. La sua gamma comprende modelli a propulsione elettrica con un motore a benzina utilizzato come generatore per aumentare l’autonomia, oltre a una linea completamente elettrica.

L’i6 appartiene a quest’ultima categoria. In Cina è uno dei modelli più venduti dell’azienda e compete direttamente con automobili come la Tesla Model Y. Per l’Europa il modello perderà il nome “Li Auto”: sarà commercializzato semplicemente come Li 6, mentre il marchio utilizzerà il nome Li. L’arrivo di Li Auto in Europa è un altro segnale della crescente ambizione dei produttori cinesi, ma anche della dimensione raggiunta dal loro mercato interno. La Cina non sta soltanto vendendo più automobili elettriche: sta costruendo un’industria capace di produrle su scala enorme e di esportarle in altri paesi. Il risultato potrebbe essere importante anche per il mercato globale del petrolio. Se una quota sempre maggiore delle automobili cinesi non avrà bisogno di benzina, una parte consistente della crescita della domanda di petrolio che negli ultimi decenni era legata al trasporto stradale verrà meno. E poiché la Cina è uno dei principali consumatori mondiali, una riduzione dei suoi consumi può avere conseguenze ben oltre i suoi confini.

Le compagnie petrolifere cinesi sembrano già prepararsi a questo scenario. L’idea non è più soltanto che la domanda possa rallentare: per alcuni operatori il punto di partenza è ormai un mercato destinato a raggiungere un livello massimo e poi a diminuire. L’elettrificazione delle automobili, accelerata dagli alti prezzi dell’energia, sta rendendo quel futuro più vicino.