Genova – L’Europa si avvicina all’inverno con meno gas naturale liquefatto dal Golfo Persico e stoccaggi che crescono meno del previsto. È questo il doppio fattore di rischio che, secondo Goldman Sachs Research, il centro studi della banca d’affari americana, potrebbe mantenere elevati i prezzi del gas nei prossimi mesi. Da luglio le quotazioni europee sono già salite del 70%, fino a 73 euro per megawattora il 21 settembre.
Goldman Sachs ha così alzato da 53 a 70 euro al megawattora la previsione media per il quarto trimestre 2026, rispetto alla fascia di 30-60 euro precedente all’estate. Il nodo è soprattutto Hormuz. Le esportazioni di Gnl dal Golfo Persico restano al 15-25% dei livelli precedenti al conflitto scoppiato a febbraio tra Iran, Stati Uniti e Israele. Con meno carichi disponibili, l’Europa deve pagare di più per competere con gli altri grandi importatori.
«Se gli altri smettono di comprare, rimane più Gnl che può arrivare in Europa – spiega Samantha Dart, co-head of Global Commodities Research di Goldman Sachs -. Il meccanismo è già visibile: in agosto gli acquisti di Gnl sono diminuiti sia in Asia sia in Sud America. Il processo sta funzionando, ma rende il gas naturale molto costoso». La previsione di 70 euro/MWh poggia però su un’ipotesi precisa: che le esportazioni dal Golfo recuperino gradualmente durante l’inverno e tornino alla normalità all’inizio del 2027.
Se i flussi restassero depressi, nei picchi invernali il gas europeo potrebbe superare i 100 euro/MWh. Una rapida ripresa dei transiti attraverso Hormuz potrebbe invece riportare le quotazioni verso 50 euro/MWh. «Il potenziale ribasso è significativo e potrebbe materializzarsi rapidamente» conclude Dart. A complicare lo scenario sono gli stoccaggi dell’Europa nord-occidentale, che si stanno riempiendo più lentamente delle attese. Con temperature in linea con la media degli ultimi dieci anni, Goldman Sachs prevede che le riserve possano scendere al 19% alla fine di marzo 2027.
Il meteo diventa quindi decisivo. Le temperature possono modificare la domanda invernale per un volume equivalente a circa il 12% della capacità di stoccaggio. Un inverno più freddo della media potrebbe far salire del 75% la previsione dei prezzi invernali della banca; uno più mite potrebbe invece ridurla del 30%. La crisi sta intanto mettendo a nudo una differenza importante per lo shipping: il petrolio si sta adattando a Hormuz molto più rapidamente del Gnl.
Le esportazioni di greggio dal Golfo Persico sono già risalite a circa due terzi dei livelli pre-conflitto, mentre quelle di gas liquefatto restano fortemente depresse. Per il petrolio, una delle risposte è arrivata dalle operazioni ship-to-ship: alcune petroliere attraversano lo Stretto e trasferiscono poi il carico su altre navi. Con il Gnl questo schema è molto più difficile da replicare. Il gas deve essere mantenuto a circa -160 gradi e i trasferimenti tra metaniere richiedono condizioni del mare favorevoli e procedure più complesse. Anche la flotta pone maggiori vincoli.
Le gasiere sono navi altamente specializzate, con margini limitati di capacità di riserva. Esporre un’unità al rischio di un attacco significa quindi mettere in gioco una capacità di trasporto difficile da sostituire. «Il risultato», sottolinea Dart, «è un processo di adattamento molto più prudente e lento per il Gnl rispetto al greggio». I flussi possono però recuperare rapidamente. Dopo il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran dello scorso giugno, ricorda Goldman Sachs, in appena quattro settimane i volumi di Gnl in uscita da Hormuz erano passati dal 10% al 39% dei livelli normali.
Nel medio-lungo periodo lo scenario cambia. La nuova capacità di Gnl in costruzione soprattutto negli Stati Uniti e in Qatar potrebbe portare il mercato globale verso un eccesso di offerta. Goldman Sachs prevede così che il prezzo medio del gas europeo possa scendere intorno a 19 euro/MWh nel periodo 2030-2035. Una prospettiva che però resta legata alle rotte marittime: perché l’aumento dell’offerta possa tradursi in prezzi più bassi, serve che Hormuz resti aperto e il Gnl possa tornare a viaggiare senza ostacoli.