Trainato in larga parte dall’Asia, l’aumento della domanda mondiale di GNL (54% al 2035 per JP Morgan; 60% al 2040 per Shell; 70-80% al 2050 per Wood Mackenzie) vede il Canada ben situato per giocare un ruolo di primo piano nei prossimi anni.
Sono stimate a 449 trn p3 (TCF) le riserve potenziali della formazione del Montney. A cavallo tra Colombia Britannica e Alberta, essa concentra le principali riserve del paese. Inoltre, il Canada gode di distanze di navigazione ridotte e senza colli di bottiglia, basso rischio geopolitico, liquefazione a bassi costi ed emissioni grazie all’utilizzo di energia idroelettrica. Nel contesto geo-economico degli anni ‘20, il nuovo governo federale sembra aver sposato l’idea di un Canada superpotenza energetica. Se l’inaugurazione di LNG Canada a giugno ha segnato una svolta, la costa della Colombia Britannica vedrà l’apertura di ulteriori impianti di qui al 2030 come illustrato nella tabella. A complemento, vi si elencano quelli a uso locale e di importazione. Il testo approfondisce i progetti realizzati o più concreti.

LNG Canada
Primo impianto di esportazione del paese, ha una capacità di 14 milioni di tonnellate per anno (MTPA), che potrebbe raddoppiare se la fase 2 sarà approvata. I soci Shell (40%), Petronas (25%), Mitsubishi (15%), PetroChina (15%) e Kogas (5%) hanno ciascuno diritti di rivendita pari alla quota detenuta. Mitsubishi ha già piazzato la sua tramite contratti lunghi con Jera, Toho e Tokyo Gas; mentre Petronas ha concluso con Vitol Asia per 0.8 MTPA, ed è in trattative con MidOcean per cedere una parte delle sue azioni. Shell prevede un uso commerciale, mentre Kogas e PetroChina principalmente per importazione.
Il terminalista prevede 200-250 toccate l’anno, che potrebbero raggiungere le 400 a pieno regime. A oggi, gli armatori coinvolti a vario titolo sono Maran Gas, Gaslog, Diamond LNG Shipping, e Hyundai LNG Shipping, mentre HaiSea Marine fornisce i servizi di rimorchio.
Cedar LNG
È un impianto da 3.3 MTPA con entrata in servizio prevista per fine 2028. I lavori per conduttura e terminal sono cominciati nel 2025, mentre l’unità galleggiante è in costruzione presso Samsung Heavy Industries. Dietro al progetto da USD 4 mld una co-impresa tra la nazione Haisla (50.1%) e Pembina.
La capacità di liquefazione è già interamente assegnata tramite due contratti da 1.5 MTPA. Il primo ventennale prendi o paghi a pedaggio fisso con ARC Resources, che ha concluso un accordo di rivendita con ExxonMobil LNG Asia Pacific. L’altra metà è riservata alla stessa Pembina, che intenderebbe assegnarlo a un terzo. Secondo Reuters, Sinopec sarebbe interessata a 0.75 MTPA oltre che a parte delle sue quote azionarie.
Woodfibre LNG
Il progetto da 2.1 MTPA e 250,000 m3 di stoccaggio galleggiante dovrebbe entrare in servizio nel 2027. L’investimento da USD 5,1 mld è animato da Pacific Energy (70%) ed Enbridge e i lavori, iniziati nel 2023, richiedono l’allacciamento al tubo T-South della stessa Enbridge.
Il prodotto andrà interamente a BP Gas Marketing, tramite tre contratti FOB quindicennali per 1.95 MTPA totali con scadenze tra 2034 e 38, e il restante opzionato su base flessibile. Pacific Canbriam Energy, filiale dell’azionista di maggioranza, fornirà la materia prima.
Ksi Lisims
Progetto da 12 MTPA che dovrebbe entrare in servizio nel 2029 grazie al partenariato tra Western LNG, Rockies LNG e la nazione Nisga’a. La decisione finale è attesa nel 2025, ma una co-impresa tra Western LNG e la nazione Nisga’a sta già realizzando il gasdotto di alimentazione. Nel 2024, Western LNG ha ceduto a TotalEnergies il 5% della sua quota con opzione per il 10, nonché azioni per USD 150 mln a un consorzio guidato da Blackstone ETP. La capacità finora aggiudicata è di 4 MTPA, di cui metà assegnata a Shell Eastern Trading; l’altra riservata a TotalEnergies con contratto ventennale del maggio 2025.
Oltre LNG Canada, vi sono attualmente altri sei progetti di esportazione di GNL in varie fasi di avanzamento o autorizzazione. Sommati, possono dare una produzione di circa 50 MTPA. Il nuovo contesto mondiale sta poi creando spazi inediti per nuove proposte anche sulle coste settentrionale e orientale. Del resto, a livello politico si vuole rafforzare il legame transatlantico in ottica di diversificazione.
Così, a inizio 2025, le autorità del Québec hanno aperto all’idea di un terminal GNL. Sei mesi dopo, la filiale canadese della norvegese Marinvest Energy AS ha avanzato un progetto preliminare col porto di Baie-Comeau. In Manitoba, un gruppo di 11 nazioni indigene ha proposto il progetto NeeStaNan Utility Corridor da Port Nelson sulla baia di Hudson. Avendo ottenuto l’autorizzazione regolamentare a maggio, procederà agli studi di fattibilità. Ma il paese è notorio per i vincoli e le complessità normative in tema di infrastrutture. Tuttavia, la legge adottata a tappe forzate a fine giugno per favorire l’integrazione economica e nuovi progetti infrastrutturali dovrebbe semplificare gli iter autorizzativi.