Sempre più grandi e più potenti. La corsa al record degli e-ferry

L’ultimo traghetto elettrico della Buquebus è spinto da una forza equivalente a 400 auto Tesla

La “China Zorrilla” è il più potente ferry elettrico al mondo

Ultimo aggiornamento 2 giugno 2025 - 00:00

Genova – Le navi a propulsione elettrica devono fare i conti con difficoltà tecniche non da poco, ma alcuni recenti progetti dimostrano che anche in questo campo l’elettrificazione sta facendo passi da gigante. Di recente è stato infatti varato il catamarano Ro-Pax Hull 096 con un sistema di accumulo di energia (Ess) con una capacità totale pari a 40 MWh. Questo valore proietta la navigazione elettrica in una nuova dimensione, perché le capacità presenti oggi sul mercato non superano i 10 MWh, limitando così percorrenze e capacità di carico. E la corsa all’ampliamento delle batterie potrebbe presto far registrare un nuovo record con il traghetto Stena Jutlandica della compagnia di navigazione svedese Stena Line, il cui progetto prevede addirittura 70 MWh.

Lo scorso 2 maggio, a Hobart in Tasmania, il catamarano Hull 096 è uscito dai cantieri dell’australiana Incat per andare a prendere servizio nel collegamento tra Buenos Aires (Argentina) e Colonia del Sacramento (Uruguay) attraverso il Río de la Plata per conto della compagnia Buquebus. La sua propulsione è esclusivamente elettrica, grazie alle 250 tonnellate di batterie a bordo. A titolo di raffronto la sua capacità è pari a 400 auto Tesla (modelli S e X che sono quelli con maggiore autonomia).

Con i suoi 139 metri di lunghezza, il catamarano Hull 096 detiene il titolo di più grande imbarcazione al mondo a propulsione esclusivamente elettrica ed in grado di ospitare 2.100 passeggeri e 225 veicoli. La velocità massima è di 37,5 nodi. Il suo scafo è realizzato esclusivamente in alluminio, che lo rende un terzo più leggero di un equivalente in acciaio. Il sistema propulsivo, realizzato da Wärtsilä, alimenta otto idrogetti elettrici, preferiti alle eliche tradizionali per la navigazione nelle acque poco profonde del Rio de la Plata. La ricarica avverrà tramite punti da 40 MW su ciascun lato della traversata.

La costruzione del catamarano è stata completata strutturalmente nel settembre 2024, con l’installazione del modulo finale del ponte passeggeri. Successivamente, sono iniziati i lavori di allestimento interno, inclusi spazi per i passeggeri e un’area duty-free di oltre 2.300 metri quadrati. La consegna è prevista per la fine di quest’anno. Per la progettazione e la modellazione strutturale, Incat ha utilizzato il software ShipConstructor di SSI, che ha permesso la creazione di un gemello digitale della nave.

Questo strumento supporta la gestione dei dati, la visualizzazione 3D e il monitoraggio dei materiali, facilitando le operazioni e la manutenzione durante il ciclo di vita della nave. La costruzione di Hull 096 è solo l’ultima tappa di un cammino iniziato quasi un quarto di secolo fa con lo sviluppo dei primi prototipi elettrici. La prima importante svolta è arrivata nel 2015 con il varo della Ampere in Norvegia, il primo traghetto completamente elettrico per auto e passeggeri, operante sulla rotta Lavik–Oppedal. Alimentata da batterie da 1 MWh, la Ampere ha dimostrato che il trasporto marittimo elettrico era tecnicamente ed economicamente sostenibile su brevi distanze. Da allora il settore ha visto una progressiva accelerazione.

Secondo il Global Maritime Forum, nel 2023 erano in funzione circa 800 navi elettriche nel mondo, in gran parte traghetti, imbarcazioni da lavoro e navi fluviali. Molte navi poi stanno adottando sistemi ibridi (diesel-elettrici o Gnl-elettrici), esattamente come avviene in campo automobilistico. Secondo l’International Maritime Organization (Imo), il trasporto marittimo è responsabile del 2,9% delle emissioni globali di CO2 e l’obiettivo al 2050 è quello di dimezzarle rispetto ai livelli del 2008. In questa sfida le navi elettriche rappresentano uno degli strumenti chiave, accanto all’idrogeno e ai carburanti sintetici.

Le prospettive del settore dipendono da tre fattori principali: l’evoluzione delle batterie, le infrastrutture di ricarica nei porti e la regolamentazione internazionale. Attualmente i porti scandinavi e cinesi sono più avanzati in termini di elettrificazione. Lo sviluppo delle navi cargo oceaniche full-electric, infine, richiede ancora significativi progressi, ma entro il 2030 si prevede che oltre il 30% delle nuove costruzioni sarà dotato almeno di propulsione ibrida.