Höegh Autoliners, accordo con Man per motori a ammoniaca dal 2026

L’accordo con Man prevede lo sviluppo di motori compatibili con l’ammoniaca pura. Il colosso norvegese Yara fornirà il combustibile

Una nave di Hoegh Autoliners

Ultimo aggiornamento 31 agosto 2025 - 16:17

La recente firma da parte di Höegh Autoliners di una lettera d’intenti con Man segna un passaggio decisivo nella transizione verso la propulsione marittima a zero emissioni, in particolare con l’impiego dell’ammoniaca come carburante. L’accordo prevede lo sviluppo e la realizzazione di navi equipaggiate con motori a propulsione direttamente ad ammoniaca a partire dal 2026.
Questa scelta si inserisce in un ambizioso programma di decarbonizzazione del gruppo norvegese. Con una flotta composta da 40 unità, Höegh ha già ridotto del 37% l’intensità carbonica delle sue operazioni e punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2040. Le nuove navi della classe Aurora, attualmente in costruzione presso China Merchants Heavy Industry, saranno dual-fuel: pronte per navigare sia con GNL sia eventualmente con metanolo o ammoniaca, a seconda dell’evoluzione normativa e infrastrutturale dei porti.
L’accordo con Man prevede lo sviluppo di motori compatibili con l’ammoniaca pura. Il colosso norvegese Yara fornirà il combustibile, sfruttando la propria leadership nella produzione globale dell’ammoniaca. Questo carburante, privo di carbonio, non genera CO₂ durante la combustione, rappresentando una delle soluzioni più promettenti per il trasporto marittimo decarbonizzato.
L’ammoniaca presenta però sfide significative: è corrosiva, tossica, infiammabile e difficile da gestire, richiedendo sistemi di stoccaggio e sicurezza altamente specializzati. Anche il processo di combustione deve essere finemente ottimizzato per limitare le emissioni di ossidi di azoto (NOₓ).
L’interesse del settore è palpabile: WinGD ha già ricevuto oltre trenta ordini per motori lenti a due tempi alimentati ad ammoniaca. Un ordine rilevante include sette navi cisterna destinate alla compagnia cinese Tianjin Southwest Shipping, previste in servizio nel terzo trimestre del 2026. In parallelo, WinGD e CMB.Tech stanno collaborando per sviluppare un motore lento sul modello X72DF, da installare su dieci nuove navi portarinfuse da 210.000 tonnellate di portata lorda tra il 2025 e il 2026.
CMB.Tech, Yara e North Sea Container Line hanno annunciato la costruzione della prima portacontainer alimentata ad ammoniaca, da 1.400 teu, con consegna prevista a metà 2026. Il progetto, denominato Yara Eyde, opererà tra Norvegia e Germania, e sarà dotato di una batteria da 250 kWh con possibilità di ricarica a terra.
Anche Alfa Laval entra nel settore: ha ottenuto l’autorizzazione per testare la combustione dell’ammoniaca nel suo banco prova in Danimarca, esaminando il comportamento del combustibile in diverse condizioni operative.
In Giappone, il rimorchiatore Sakigake, riconvertito all’ammoniaca nell’ambito del progetto A-Tug, è stato completato nell’agosto 2024 e ha concluso tre mesi di prove in mare nella baia di Tokyo. Dotato di un motore rapido con un tasso di co-combustione dell’80%, ha ridotto le emissioni fino al 95%. Da marzo 2025 è entrato in servizio commerciale nel porto di Yokohama, diventando la prima unità operativa al mondo a utilizzare l’ammoniaca come combustibile principale.
Il numero crescente di ordini, le sperimentazioni tecniche e il coinvolgimento di attori industriali globali confermano che l’ammoniaca si sta affermando come una delle principali opzioni per la transizione energetica nel trasporto marittimo. Il suo sviluppo resta legato a innovazioni tecnologiche, soluzioni di sicurezza e disponibilità su scala industriale, ma i progetti già avviati ne dimostrano la concreta applicabilità.