Il paradosso del data center: il progetto da 165 miliardi di Oracle frenato da un gasdotto

Il mastodontico data center di Oracle in New Mexico, fulcro della strategia di intelligenza artificiale, subisce un brusco rallentamento: il ritardo nella costruzione del gasdotto necessario per alimentarlo mette a rischio l'intero cronoprogramma del colosso tech

Ultimo aggiornamento 15 agosto 2026 - 22:56

La corsa all’intelligenza artificiale non si ferma davanti a nulla, se non, ironicamente, davanti alle infrastrutture energetiche più tradizionali. Il progetto Jupiter di Oracle, un data center in New Mexico dal valore di 165 miliardi di dollari, è diventato il simbolo della tensione tra futuro digitale e la concretezza del sottosuolo. L’intero cantiere, destinato a diventare un pilastro tecnologico, ha incontrato un ostacolo inaspettato: il Green Chile Project, il gasdotto di Energy Transfer che dovrebbe alimentare i fuel cell del sito, ha subito un ritardo di sei mesi, spostando l’inaugurazione dal 15 agosto al primo febbraio 2027.

La notizia ha pesato sui mercati, con le azioni di Oracle in flessione del 4%, a testimonianza di quanto le aspettative degli investitori siano strettamente legate alla capacità dell’azienda di rendere operativi questi giganti digitali in tempi rapidi. Il legame tra IA e risorse fossili è stringente: Jupiter richiede una potenza enorme, fino a 2,5 gigawatt, giustificando la costruzione di un gasdotto dedicato capace di trasportare 400 milioni di piedi cubi di gas al giorno, pari allo 0,4% della produzione totale degli Stati Uniti. Questa dipendenza energetica evidenzia una falla nel modello di espansione della Silicon Valley: sebbene la strategia sia quella di superare le inefficienze della rete elettrica nazionale costruendo soluzioni indipendenti “dietro il contatore”, queste non sono affatto immuni dalla burocrazia e dalle criticità insite nella posa di infrastrutture fisiche complesse. Oracle aveva già avvertito le autorità federali in maggio che il tempo era essenziale e che i ritardi avrebbero potuto compromettere l’intero progetto.

A complicare il quadro, si aggiungono le frizioni istituzionali con il New Mexico State Land Office, che ha opposto resistenza al tracciato del gasdotto previsto su terreni statali. Nonostante l’enorme impatto economico, la tutela del territorio e le lungaggini autorizzative si stanno rivelando barriere difficili da superare. Per Energy Transfer, la vicenda rappresenta comunque un’opportunità di lungo periodo: la compagnia si sta posizionando come il fornitore di riferimento per l’immensa domanda energetica dei moderni data center, avendo già siglato accordi per oltre 6 miliardi di piedi cubi di gas al giorno in vari siti statunitensi. Quello che emerge è un paradosso tipico della modernità: nell’era dell’intelligenza artificiale, la realtà fisica delle tubature rimane il vero, insormontabile collo di bottiglia. La sfida odierna non è più solo tecnologica o algoritmica, ma è legata alla necessità di allineare la velocità supersonica dell’innovazione software con la lentezza burocratica e tecnica delle grandi opere energetiche. Per Oracle, il rinvio di Jupiter rappresenta un monito fondamentale: l’intelligenza artificiale potrà anche scalare alla velocità della luce, ma per alimentarla è ancora necessario, oggi più che mai, avere a disposizione una grande quantità di gas.