Il paradosso francese: in forte aumento lo spreco di energia rinnovabile

Il governo francese e RTE stanno cercando soluzioni strutturali. Tra le principali, c’è un massiccio piano di investimenti, stimato in 100 miliardi di euro entro il 2040, per modernizzare la rete elettrica e aumentare le capacità di stoccaggio

Un parco fotovoltaico a Marcoussis, in Francia

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 16:18

Nei primi sei mesi del 2025, la Francia ha registrato uno spreco record di energia solare: circa 1,2 terawattora (TWh) non sono stati immessi nella rete elettrica nazionale, una quantità tre volte superiore rispetto allo stesso periodo del 2024. Il fenomeno, noto come “écrêtement”, cioè la soppressione della produzione in caso di eccesso rispetto alla domanda, ha toccato livelli preoccupanti. Secondo il gestore della rete RTE, l’elettricità solare e anche quella eolica sono state tagliate in modo crescente nei momenti di surplus produttivo, soprattutto nelle giornate di primavera e inizio estate, quando la produzione è elevata ma la domanda è bassa. In totale, tra energia solare ed eolica, circa 2 TWh sono stati “scartati”, pari allo 0,7% della produzione elettrica francese del semestre, che ha toccato i 273 TWh.

A contribuire al problema è stato il forte incremento della capacità installata. Il fotovoltaico, in particolare, ha raggiunto i 26,4 GW a fine maggio 2025, superando l’eolico (24,6 GW). Solo nei primi sei mesi dell’anno, sono stati aggiunti oltre 2,1 GW solari contro appena 0,2 GW eolici. Tuttavia, l’infrastruttura elettrica nazionale non si è evoluta con la stessa rapidità, generando un divario tra produzione e capacità di assorbimento della rete. Questa situazione ha portato anche a un aumento delle ore con prezzi negativi sul mercato dell’elettricità: nei primi sei mesi del 2025, la Francia ha contato 363 ore con prezzi inferiori a zero, contro le 235 ore del 2024 e le sole 53 del 2023. Ciò significa che, durante quei periodi, i produttori dovevano pagare per immettere energia nella rete o, più spesso, spegnere temporaneamente gli impianti.

L’ironia della situazione è che, nonostante l’aumento della produzione rinnovabile, i prezzi medi dell’elettricità non sono calati. Anzi, nel primo semestre del 2025, il prezzo medio si è attestato intorno ai 67 euro/MWh, un valore superiore alle attese di mercato. Lo spreco di energia solare, oltre a rappresentare un problema economico per i produttori – soprattutto quelli più piccoli – costituisce un’occasione mancata in termini ambientali. Secondo l’operatore energetico Hello Watt, l’elettricità solare non utilizzata nel semestre sarebbe stata sufficiente ad alimentare annualmente oltre 450.000 famiglie.

Il governo francese e RTE stanno cercando soluzioni strutturali. Tra le principali, c’è un massiccio piano di investimenti, stimato in 100 miliardi di euro entro il 2040, per modernizzare la rete elettrica, aumentare le capacità di stoccaggio, migliorare le connessioni regionali e potenziare le interconnessioni con i paesi vicini. Inoltre, il piano “FlexReady” punta a incentivare la flessibilità della domanda, ad esempio attraverso il rinvio del consumo energetico in orari di maggiore produzione solare o l’uso intelligente della ricarica dei veicoli elettrici. Il potenziale stimato di questa flessibilità è di 2,5 GW, una cifra significativa per alleviare la pressione sul sistema nei momenti critici.

Sul fronte della produzione, la Francia ha fissato l’obiettivo di raggiungere 40 GW di capacità solare entro il 2030, ma il ritmo attuale di installazione (circa 2 GW/anno) è inferiore a quello necessario per centrare il traguardo. Inoltre, nei primi tre mesi del 2025 si è osservato un calo nel numero di nuovi impianti fotovoltaici installati rispetto al trimestre precedente: 55.147 contro i 62.450 del quarto trimestre 2024. Le cause sono attribuibili a tagli agli incentivi, complessità burocratiche e un contesto di incertezza economica. Il problema dello spreco di energia rinnovabile non è solo tecnico ma anche politico: la transizione energetica richiede un cambiamento complesso e coordinato che coinvolga produttori, gestori, utenti e regolatori. Se da un lato è positivo che la Francia produca più energia solare che mai, dall’altro è allarmante che una parte crescente di questa energia venga semplicemente persa. Senza un rapido adattamento delle infrastrutture e dei meccanismi di gestione della rete, il paese rischia di trasformare il suo vantaggio solare in un fallimento strategico.