La decarbonizzazione dello shipping resta ancora senza un accordo. Dopo quattro giorni di negoziati a Londra, l’IMO chiude il 4 settembre la 22ª sessione dell’Intersessional Working Group on Reduction of Greenhouse Gas Emissions from Ships, ISWG-GHG 22, senza riuscire a sciogliere i nodi principali sul Net-Zero Framework.
Il prossimo tentativo è già in calendario: dal 23 al 27 novembre si riunirà l’ISWG-GHG 23, immediatamente prima del MEPC 85, previsto dal 30 novembre al 3 dicembre. È quindi su questa finestra che si concentra ora la pressione per arrivare a un testo condiviso.
A Londra erano presenti, fisicamente e online, quasi 1.200 partecipanti. Le delegazioni sono state invitate a proseguire le consultazioni nelle prossime settimane per affrontare le «remaining concerns», le questioni ancora aperte, e a presentare proposte concrete che riflettano una maggiore convergenza sulle modifiche al MARPOL Annex VI, il quadro normativo alla base delle misure dell’IMO sulle emissioni delle navi.
Il presidente del gruppo di lavoro, il norvegese Sveinung Oftedal, ha parlato di una «genuine willingness» a compiere ulteriori progressi e a lavorare per arrivare a un testo da sottoporre al Marine Environment Protection Committee durante il MEPC 85.
Il rinvio, tuttavia, non riguarda soltanto il nodo politico del Net-Zero Framework. La pressione sui tempi ha costretto i negoziatori a trasferire alla prossima sessione anche una parte consistente del lavoro regolamentare ancora da completare.
Sono state infatti rinviate all’ISWG-GHG 23 tutte le proposte relative alle linee guida per l’attuazione delle misure di medio termine dell’IMO. Non è stato inoltre possibile esaminare i documenti relativi al Life Cycle GHG Assessment framework, che saranno discussi nello stesso appuntamento insieme al rapporto atteso dalla quarta riunione del GESAMP-LCA Working Group.
Il calendario rende quindi novembre un passaggio decisivo. Dopo l’ISWG-GHG 23, il MEPC 85 dovrà verificare se il lavoro preparatorio avrà prodotto una convergenza sufficiente per chiudere almeno una parte delle questioni ancora aperte.
A quel punto tornerà anche sul tavolo la seconda sessione straordinaria del MEPC, aggiornata nell’ottobre 2025 e prevista per riprendere i lavori il 4 dicembre, salvo quanto emergerà dalle discussioni del MEPC 85.
Per l’industria marittima il rinvio significa soprattutto prolungare l’incertezza sul quadro regolatorio della decarbonizzazione. L’IMO continua a lavorare sull’architettura delle proprie misure climatiche, ma il calendario dei negoziati mostra ancora una volta quanto sia complesso trovare un punto di equilibrio tra ambizioni ambientali, costi per gli armatori e competitività del trasporto marittimo internazionale.