Luglio ha registrato un record assoluto per le spedizioni spot di gas naturale liquefatto (Lng), confermando l’intensità di un mercato vivace sul fronte dei volumi. Nonostante ciò, i noli charter restano sorprendentemente deboli, schiacciati da un eccesso di offerta e da una domanda meno tonica del previsto. Sul piano geografico, il mercato asiatico mostra segni di stanchezza. La domanda della Cina, in particolare, ha subito un calo significativo nei primi sette mesi dell’anno, pesando in modo determinante sull’intera area. Anche l’India ha ridotto gli acquisti, contribuendo a un quadro complessivamente fiacco per le importazioni asiatiche.
All’opposto, l’Europa ha incrementato sensibilmente le proprie importazioni, spinta dalla necessità di garantire le scorte in vista dell’inverno e ridurre la dipendenza dal gas russo. L’afflusso di carichi Lng verso i terminal europei ha rappresentato una valvola di sfogo per i produttori, compensando almeno in parte la debolezza asiatica. Questo spostamento dell’asse commerciale non è comunque bastato a sostenere i noli marittimi. Negli ultimi mesi, una vera ondata di nuove metaniere è entrata in servizio, in alcuni casi prima ancora dell’avvio dei relativi impianti di liquefazione. L’effetto è stato quello di saturare il mercato, con un’offerta di tonnellaggio superiore alla domanda di trasporto. Il risultato si traduce in noli spot che, in alcune rotte, sono scesi a livelli storicamente bassi, ben al di sotto dei costi operativi delle navi. Una condizione che mette sotto pressione gli armatori, costretti a operare in un contesto in cui la corsa dei volumi non corrisponde a un miglioramento della redditività.