Shell avvia a Valencia il bunkering di GNL ship-to-ship

La multinazionale amplia la rete mediterranea di rifornimento di gas naturale liquefatto e rafforza il ruolo dello scalo spagnolo nella transizione energetica del trasporto marittimo

Il porto di Valencia (foto Port Authority)

Ultimo aggiornamento 21 agosto 2026 - 16:06

Shell ha avviato nel porto di Valencia le operazioni di bunkering di gas naturale liquefatto ship-to-ship, aggiungendo uno dei principali scali spagnoli alla propria rete di rifornimento per il trasporto marittimo. La prima operazione ha coinvolto la nave bunker Alice Cosulich, dell’armatore genovese Fratelli Cosulich, e la portacontainer MSC Sabrina. L’avvio delle attività arriva dopo la concessione ottenuta da Shell nel maggio scorso dall’Autorità portuale di Valencia per la fornitura di gas ship-to-ship. Il gruppo energetico può operare nei tre scali amministrati dall’ente portuale: Valencia, Gandia e Sagunto.

La MSC Sabrina, entrata in servizio nel 2026, è una portacontainer lunga 335 metri e con una capacità di 11.400 teu, mentre la Alice Cosulich, costruita nel 2023, è una nave cisterna specializzata nel rifornimento di combustibili liquidi. L’operazione conferma la crescente integrazione tra infrastrutture portuali e nuove esigenze della flotta mercantile, in particolare nel segmento delle grandi portacontainer. Per Shell, Valencia rappresenta un tassello della strategia di espansione nel Mediterraneo. Il gruppo dispone già di attività di fornitura di gas nei porti spagnoli di Algeciras, Barcellona, Malaga e Tenerife. «Il successo dell’operazione a Valencia rafforza le capacità di Shell nel Mediterraneo», ha sottolineato la società, indicando nello scalo del Turia un hub strategico per gli armatori che cercano soluzioni di rifornimento a minore intensità emissiva sulle principali rotte marittime.
La scelta del GNL si inserisce nella più ampia trasformazione energetica dello shipping, in attesa della progressiva diffusione di combustibili alternativi a minore o nulla emissione di carbonio. Pur non essendo una soluzione a emissioni zero, il GNL consente di ridurre alcune emissioni atmosferiche rispetto ai combustibili marini tradizionali e viene utilizzato come tecnologia di transizione da una parte crescente degli armatori. L’iniziativa di Valencia rientra inoltre nel piano per il raggiungimento delle zero emissioni nette lanciato dall’Autorità portuale alla fine del 2025. Lo scalo punta a intervenire su più fronti per ridurre l’impatto ambientale delle attività portuali e accompagnare la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Accanto a Shell, anche Axpo Iberia ha ottenuto una concessione per il bunkering di GNL da nave a nave. La presenza di più operatori può aumentare la concorrenza e, soprattutto, la disponibilità di combustibili alternativi nel Mediterraneo, in un mercato nel quale gli armatori stanno adeguando le flotte alle nuove regole ambientali internazionali ed europee. Per Shell, intanto, il progetto valenciano è destinato a essere un punto di partenza: la multinazionale ha indicato l’intenzione di estendere ulteriormente la propria offerta di GNL negli altri porti strategici del Mediterraneo.