Negli States rallenta l’installazione di pale eoliche. Ma aumenta il repowering

Energie alternative: sono almeno 75 mila le turbine installate nel Paese. Molte hanno più di 15 anni, e sono pronte per il refitting, ma l'operazione richiede diverse valutazioni tecniche e ingegneristiche molto complesse

Ultimo aggiornamento 7 giugno 2026 - 19:35

Genova – Negli Stati Uniti l’energia eolica sta entrando in una nuova fase, che gli addetti ai lavori chiamano repowering. Non si tratta di costruire nuovi impianti da zero, ma di ammodernare quelli già esistenti che stanno raggiungendo la fine del loro ciclo vitale. Con oltre 75 mila turbine sparse in 45 Stati, molte delle quali hanno ormai tra i 15 e i 20 anni di servizio, aggiornare queste strutture con tecnologie più efficienti è diventata una necessità strategica per soddisfare la crescente domanda nazionale e sostenere i piani climatici di Washington.

Negli ultimi anni lo sviluppo di nuovi parchi eolici (i cosiddetti progetti greenfield) ha subito un forte rallentamento dovuto alle difficoltà globali nelle catene di approvvigionamento, ai cambiamenti nelle leggi fiscali e alle lungaggini per ottenere nuovi allacciamenti alla rete elettrica. In questo contesto, il repowering offre una soluzione più economica e veloce: permette di aumentare la produzione annuale di energia e di estendere la vita utile degli impianti sfruttando le infrastrutture che ci sono già, come i terreni, le fondazioni e le connessioni alla rete.

La sostituzione dei vecchi componenti con turbine più grandi e potenti richiede valutazioni tecniche e ingegneristiche molto complesse. Bisogna verificare se le vecchie torri possono reggere i nuovi pesi, analizzare nuovamente le condizioni del vento e capire se le dimensioni maggiori delle pale richiedano nuovi permessi ambientali o autorizzazioni legate al volo aereo.

Anche il legame con la rete elettrica va gestito con estrema attenzione: se l’impianto potenziato non supera i limiti di capacità originari, l’iter è più semplice, altrimenti sono necessari costosi aggiornamenti strutturali. Negli ultimi tempi sono cambiate anche le motivazioni economiche dietro a queste operazioni. Se in passato i proprietari puntavano al repowering soprattutto per riottenere i crediti d’imposta federali sulla produzione, oggi le aziende guardano con più attenzione ai tempi di costruzione e alla stabilità delle forniture. In molti casi si preferiscono interventi mirati e meno costosi sui sistemi ausiliari (come il raffreddamento o l’idraulica), capaci comunque di migliorare l’affidabilità e ridurre i costi di gestione. Con una flotta eolica che invecchia, la scommessa del settore è riuscire a mantenere produttive e competitive le vecchie turbine per i prossimi decenni.