Norvegia, slitta ancora il FuelEu Maritime: entrata in vigore rinviata almeno al 2028

Oslo allunga ulteriormente i tempi per l’applicazione del regolamento europeo sui carburanti marittimi a basse emissioni. Dopo due precedenti rinvii, il governo norvegese ritiene ora improbabile l’adozione prima del 1° gennaio 2028. Una decisione che riduce la pressione immediata sugli armatori che operano in Norvegia rispetto ai concorrenti dell'Ue, ma aggiunge nuove incertezze alla transizione energetica dello shipping

Una nave postale in Norvegia (foto d'archivio)

Ultimo aggiornamento 19 agosto 2026 - 18:38

Per la terza volta, la Norvegia ha rimandato l’adozione dei regolamenti europei su FuelEu Maritime e ReFuelEe Aviation, che costituiscono un pesante sovraccosto per gli operatori dei trasporti marittimo e aereo dell’Unione europea. Il ministero del Clima e dell’Ambiente di Oslo ha comunicato nei giorni scorsi che non se ne farà nulla almeno fino al primo gennaio 2028.

Il motivo, come per gli slittamenti precedenti, è che non ci sono ancora le condizioni per integrare il regolamento europeo nella legislazione norvegese e nell’Accordo sullo Spazio economico europeo (See), a cui la Norvegia aderisce.

Il regolamento è stato adottato dall’Unione europea nel 2023 e avrebbe dovuto entrare in vigore in Norvegia il 1° gennaio 2025. Il governo di Oslo aveva annunciato un primo slittamento al 1° gennaio 2026. A dicembre 2025, a pochi giorni dalla scadenza, era stato però annunciato un secondo slittamento: non più il 1° gennaio, ma il 2026 inoltrato, senza specificare una data precisa. Adesso arriva il terzo shift. Insomma, la Norvegia rallenta ancora sulla transizione energetica del trasporto marittimo.

Il regolamento europeo FuelEu Maritime è uno dei pilastri della strategia comunitaria per la decarbonizzazione dello shipping. La causa del rinvio è legata alle procedure necessarie per recepire la normativa nell’ambito del See. Pur non facendo parte dell’Unione europea, la Norvegia è strettamente integrata nel mercato unico attraverso l’accordo See e deve quindi incorporare formalmente la legislazione comunitaria prima che essa produca effetti giuridici a livello nazionale. Ancora una volta, come già aveva fatto nelle due occasioni precedenti, il ministero norvegese del Clima e dell’Ambiente ha dichiarato che questo processo richiederà più tempo del previsto, rendendo impossibile l’entrata in vigore del regolamento prima del 2028.

FuelEu Maritime è in vigore nell’Unione europea dal 1° gennaio 2025 ed è stato progettato per ridurre progressivamente l’intensità delle emissioni di gas serra generate dall’energia utilizzata a bordo delle navi che scalano i porti europei. Il regolamento introduce obiettivi sempre più stringenti nel tempo e mira a favorire l’adozione di combustibili a basse o zero emissioni di carbonio, come biocarburanti avanzati, e-fuel, ammoniaca e idrogeno. Sono inoltre previste sanzioni per i soggetti non conformi e incentivi per chi anticipa la transizione.

Il rinvio norvegese produce effetti concreti sul calcolo degli obblighi di conformità. Fino a quando il regolamento non sarà formalmente recepito, i porti della Norvegia e dell’Islanda continueranno a essere considerati, ai fini del FuelEu Maritime, come porti di Paesi terzi. Ciò significa che nei collegamenti tra un porto dell’Unione europea e uno norvegese verrà conteggiato soltanto il 50 per cento dell’energia utilizzata per la navigazione ai fini degli obblighi previsti dalla normativa. I consumi energetici relativi ai viaggi interni alla Norvegia o alle rotte tra la Norvegia e Paesi extra-Ue resteranno invece esclusi dal perimetro del FuelEu.

Per le compagnie di navigazione che operano sulle rotte della Norvegia questa situazione rappresenta un alleggerimento temporaneo degli oneri regolatori e dei costi di compliance rispetto ai concorrenti sulle rotte interne all’Unione. Già alla fine del 2025 alcuni operatori avevano osservato che il primo rinvio avrebbe ridotto la pressione immediata sugli armatori attivi nei traffici da e verso la Norvegia, attenuando nel breve periodo la domanda di carburanti conformi alla normativa europea.

D’altra parte, il continuo slittamento alimenta l’incertezza per un settore che sta affrontando investimenti rilevanti per adeguarsi ai nuovi requisiti ambientali. Armatori, noleggiatori e fornitori di bunker si trovano a pianificare strategie di approvvigionamento e rinnovo delle flotte in un quadro normativo che continua a evolvere. La situazione norvegese si inserisce inoltre in un contesto più ampio di rinvii e aggiustamenti che negli ultimi anni hanno interessato diverse iniziative internazionali per la decarbonizzazione del trasporto marittimo.