Il governo del Regno Unito ha finanziato con 1,5 milioni di dollari un sistema di cattura del carbonio emesso dalle navi (carbon capture and storage, Ccs).
Il sistema promette di ridurre quasi a zero le emissioni nocive senza richiedere i costosi investimenti infrastrutturali del collegamento elettrico delle navi a terra, il cosiddetto cold ironing. Il finanziamento è stato accordato a un consorzio guidato dall’azienda tecnologica Seabound, di cui fanno parte Associated British Ports (Abp) e Lomar Shipping e a cui si è aggiunta l’azienda statunitense Stax.
Il progetto denominato PortZero ovvero “Porti a emissioni zero tramite la cattura di carbonio e inquinamento atmosferico dalle navi ormeggiate”, come afferma una nota di Stax “affronta una delle sfide più urgenti del settore marittimo: decarbonizzare le operazioni portuali migliorando al contempo la qualità dell’aria nelle comunità portuali”.
La sfida al cold ironing
Integrando la tecnologia di cattura del carbonio di Seabound con la collaudata chiatta di cattura e controllo delle emissioni di Stax, il progetto mira a dimostrare come i porti possano ottenere una riduzione completa delle emissioni senza costosi ammodernamenti delle navi o nuovi investimenti infrastrutturali. La soluzione offre un’alternativa che vuole essere pratica ed economica agli impianti di alimentazione da terra. Questi, secondo i partecipanti al consorzio, “richiedono ingenti capitali iniziali, non sono sostenibili per tutti i tipi di navi e rimangono in gran parte non realizzati, con i principali porti europei che hanno installato o messo in servizio solo il 20% richiesto dalle normative Ue”.
La soluzione di Stax e Seabound non richiede retrofit o revisioni per le navi. La chiatta mobile di Stax cattura fino al 99% del particolato (PM) e il 95% degli ossidi di azoto (NOx), mentre l’unità di Seabound isola e immagazzina fino al 95% dell’anidride carbonica e al 90% delle emissioni di zolfo. Il sistema debutterà nel porto di Southampton di Abp con navi della società britannica Lomar Shipping.