Vele rigide e pannelli solari: così le navi provano a tagliare le emissioni

L'intervento fa parte di Whisper, progetto di ricerca europeo avviato nel gennaio 2023 e finanziato dal programma Horizon Europe

Ultimo aggiornamento 28 agosto 2026 - 14:22

Una grande nave mercantile che attraversa il Pacifico con una vela rigida sul ponte e pannelli solari per produrre energia. Sembra un ritorno al passato, ma è uno degli esperimenti più interessanti in corso per rendere più sostenibile il trasporto marittimo, responsabile di una quota significativa delle emissioni globali di gas serra. La protagonista della sperimentazione è la bulk carriere Maria Topic, sulla quale sono state installate una vela rigida orientabile e una superficie di pannelli fotovoltaici. La nave, recentemente modificata da Tsuneiship Shipbuilding, sta navigando attraverso il Pacifico verso Vancouver per testare le nuove tecnologie in condizioni operative reali.

L’intervento fa parte di Whisper, progetto di ricerca europeo avviato nel gennaio 2023 e finanziato dal programma Horizon Europe. Coinvolge 13 partner di sei Paesi e punta a capire se tecnologie modulari possano essere installate sulle navi già esistenti senza comprometterne sicurezza, affidabilità e flessibilità operativa. La vela è il cuore dell’esperimento. Il sistema OceanWings, sviluppato dall’omonima azienda francese, è una struttura rigida e inclinabile che sfrutta l’energia del vento per fornire una spinta supplementare alla nave. L’obiettivo è ridurre il lavoro richiesto al motore principale e, di conseguenza, il consumo di carburante e le emissioni di gas serra.

A bordo ci sono anche i pannelli solari di Solbian. Non servono a far navigare direttamente la nave, ma a produrre elettricità rinnovabile destinata ai servizi di bordo, riducendo il ricorso ai generatori ausiliari alimentati a combustibili fossili. È l’evoluzione di una prima sperimentazione condotta nel 2024 sulla nave gemella Paolo Topic, seguita da una nuova installazione nel 2025 nell’ambito di Whisper.

Ora comincia la fase decisiva: quella delle prove in mare. I ricercatori misureranno la produzione energetica, il risparmio di carburante, l’affidabilità degli impianti e la loro integrazione nella normale gestione della nave, comprese le operazioni nei porti. Non basta infatti dimostrare che una tecnologia funziona: per essere adottata dalla flotta commerciale deve poter funzionare ogni giorno, con costi e procedure compatibili con la navigazione. Le aspettative del progetto sono ambiziose: circa il 30 per cento di risparmio di carburante per una bulk carrier sottoposta a retrofit e fino al 15 per cento per una portacontainer.

La seconda dimostrazione riguarderà proprio una nave portacontainer di Samskip. Qui saranno installate turbine eoliche orizzontali di SideWind insieme ai pannelli solari Solbian. Una soluzione particolarmente curiosa prevede di montare i pannelli direttamente sulle turbine, sfruttando il tetto dei container riconvertiti che ospitano gli impianti. Il punto centrale dell’esperimento è dunque il retrofit: non aspettare che tutte le vecchie navi vengano sostituite da nuove unità a basse emissioni, ma intervenire su quelle già in mare. Se i test confermeranno le prestazioni attese, vele e fotovoltaico potrebbero diventare parte di un nuovo arsenale tecnologico per ridurre l’impronta climatica della flotta mercantile mondiale.