Vento in faccia a Washington: l’eolico offshore sfida la morsa di Trump e installa l’ultima turbina

Ultimo aggiornamento 18 settembre 2026 - 22:23

La grande sfida dell’energia pulita negli Stati Uniti non si arrende alla linea dura della Casa Bianca. Al largo del New England, il colosso danese delle rinnovabili Ørsted ha completato l’installazione dell’ultima delle sessantacinque turbine previste per il megaprogetto Revolution Wind, un impianto da 704 megawatt che fornirà energia pulita a oltre 350 mila abitazioni tra Rhode Island e Connecticut.

Il traguardo arriva al termine di un vero e proprio percorso a ostacoli giudiziari e politici. Da quando Donald Trump è tornato alla presidenza lo scorso anno, l’amministrazione federale ha scatenato una decisa offensiva contro il comparto eolico offshore. Il parco di Ørsted, realizzato in joint venture con la Skyborn Renewables di Global Infrastructure Partners, è finito nel mirino della Bureau of Ocean Energy Management (BOEM) per presunti motivi di sicurezza nazionale, subendo due pesanti stop-and-go con ordini di blocco dei cantieri poi ribaltati dai tribunali.

Nonostante la stretta federale e i contraccolpi regolatori, l’opera punta ora alla piena operatività commerciale entro la fine dell’anno, confermando la resilienza del settore di fronte alle turbolenze politiche d’oltreoceano. La vicenda mette in luce il profondo braccio di ferro economico e strategico sul futuro energetico americano: da un lato la spinta degli Stati locali per consolidare reti affidabili e sostenibili, dall’altro la linea di chiusura del governo federale che mette a rischio i grandi investimenti infrastrutturali green.