Amazon progetta in Texas la più grande centrale a gas degli Stati Uniti per i suoi data center

Il progetto GW Ranch prevede 35 turbine per una potenza di 7,65 gigawatt, destinata esclusivamente ad alimentare i server dell'intelligenza artificiale fuori dalla rete pubblica. Un'infrastruttura record capace di emettere fino a 30 milioni di tonnellate di CO2 all'anno

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2026 - 18:41

La corsa globale all’intelligenza artificiale continua a mostrare il suo conto ambientale più pesante. Amazon ha infatti annunciato la costruzione di un’imponente centrale elettrica alimentata a gas nel Texas arido, nei pressi del confine con il Messico, destinata a soddisfare il vertiginoso fabbisogno energetico dei propri data center. Denominato “GW Ranch”, l’impianto sarà del tutto disconnesso dalla rete elettrica pubblica, una soluzione “off-grid” a cui i colossi della tecnologia ricorrono sempre più di frequente per alimentare in tempi record l’infrastruttura necessaria al boom dell’IA. Secondo i permessi depositati, il sito ospiterà 35 turbine per una capacità complessiva di 7,65 gigawatt: una potenza oltre quattro volte superiore a quella del reattore nucleare francese EPR di Flamanville e superiore a qualsiasi altra centrale a gas attualmente operativa negli Stati Uniti. L’impatto ecologico si preannuncia devastante. L’impianto ha ottenuto l’autorizzazione a emettere oltre 30 milioni di tonnellate di gas a effetto serra all’anno, un primato assoluto che lo renderebbe la singola infrastruttura più inquinante dell’intero Paese. L’analisi di immagini satellitari condotta dalla società specializzata Cleanview ha evidenziato il legame diretto tra il progetto della centrale e tre richieste di licenza per data center presentate da Amazon nella contea di Pecos.

Un portavoce del colosso di Seattle ha confermato l’operazione, sottolineando come l’azienda intenda farsi carico dell’intero costo energetico per evitare che l’aumento dei consumi incida sulle bollette e sui prezzi dell’elettricità delle famiglie texane. Il gruppo ha inoltre dichiarato di valutare l’integrazione di energia solare e l’impiego di acqua non potabile per non prosciugare le riserve idriche locali, ribadendo l’impegno teorico per la neutralità carbonica entro il 2040. Tuttavia, la tendenza a installare centrali dedicate ad alto impatto direttamente accanto ai server solleva forti timori sanitari e ambientali. Oltre all’anidride carbonica e alle perdite di metano tipiche della filiera del gas naturale, queste strutture rilasciano gas tossici e polveri sottili nelle comunità limitrofe, alimentando le crescenti proteste dei cittadini contro la proliferazione incontrollata dei centri dati.