Bruxelles – Oggi, martedì 15 settembre, il Parlamento europeo ha votato su due proposte distinte volte a sostenere la stabilità del mercato nei sistemi europei di scambio di quote di emissione Ets1 ed Ets2.
Riserva stabilizzatrice del mercato per l’Ets1
Con 367 voti favorevoli, 240 contrari e 59 astensioni, il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla modifica della riserva stabilizzatrice del mercato per sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione europea (Ets). La riserva stabilizzatrice è un fondo, operativo dal 2019, per affrontare lo squilibrio strutturale tra l’offerta e la domanda di quote nell’Ets dell’Ue. Attualmente, tutte le quote detenute nella riserva oltre la soglia di 400 milioni vengono cancellate.
La Commissione ha proposto di porre fine a questo meccanismo di cancellazione delle quote, consentendo di mantenere le quote nella riserva per sostenere la stabilità del mercato, mentre i deputati propongono di mantenere la cancellazione, innalzandone però la soglia da 400 a 650 milioni di quote a partire dal 1 febbraio 2027. La modifica consentirebbe di mantenere una riserva sufficientemente ampia per assorbire gli squilibri tra domanda e offerta, evitando al contempo un accumulo eccessivo di quote.
I deputati ritengono inoltre che questo contribuirà al conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE per il 2040 e il 2050. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio sul testo definitivo. Per il relatore Pierfrancesco Maran (S&D, Italia) “il voto di oggi raggiunge il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale. L’innalzamento della soglia di cancellazione e la definizione di una data chiara per l’entrata in vigore conferiscono alla riserva stabilizzatrice del mercato la flessibilità necessaria, salvaguardando al contempo il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets). L’accordo sostenuto da un’ampia maggioranza pone le basi per la revisione dell’Ets, dimostrando che politiche climatiche e industriali ambiziose possono andare di pari passo”.
Riserva stabilizzatrice del mercato per l’Ets2: edifici, il trasporto stradale e altri settori
In una votazione distinta, il Parlamento ha approvato in via definitiva con 467 voti favorevoli, 158 contrari e 41 astensioni, l’accordo provvisorio con il Consiglio per modificare la riserva stabilizzatrice del mercato per il sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue per gli edifici, il trasporto stradale e altri settori (Ets2), per proteggere i consumatori da forti oscillazioni dei prezzi.
Una volta adottato dal Consiglio, le norme aggiornate entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Per la relatrice Danuše Nerudová (Ppe, Repubblica Ceca) “l’Europa deve fare di più per proteggere le famiglie dai potenziali impatti negativi dell’Ets2. Questa revisione rafforzerà la stabilità dei prezzi per i cittadini. Sottolinea che gli Stati membri devono dare priorità alle attività volte ad affrontare gli effetti sociali dell’Ets2 quando utilizzano i proventi delle aste e valutare la proroga dell’attuale meccanismo di controllo dei prezzi. La Commissione valuterà inoltre entro ottobre 2027 l’applicazione dell’Ets2 agli edifici, al trasporto stradale e agli altri settori, nonché l’adeguatezza delle attuali misure volte a proteggere le famiglie vulnerabili”. Il Parlamento europeo sta lavorando a una proposta della Commissione volta a rivedere l’ETS dell’UE per rafforzare la competitività e decarbonizzare in modo efficiente sotto il profilo dei costi.
L’Ets spiegato semplicemente
Il Sistema di scambio delle quote di emissione dell’Unione Europea (Ue Ets) è lo strumento principale dell’Europa per ridurre i gas serra e combattere il cambiamento climatico. In parole semplici, funziona come un mercato dell’anidride carbonica (CO2), sulla base del principio che in inquina, paga. Il meccanismo si basa su un sistema chiamato “Cap and Trade” (tetto e scambio). Ecco come funziona in tre passaggi chiave:
1. Viene fissato un tetto massimo (Cap). L’Unione europea stabilisce una quantità massima di gas serra che le aziende di determinati settori (in questo contesto ci interessa il trasporto marittimo, ma l’Ets interessa anche centrali elettriche, grandi fabbriche, acciaierie e voli interni europei) possono emettere in totale ogni anno. Questo tetto massimo viene ridotto anno dopo anno per spingere l’Europa a raggiungere i suoi obiettivi climatici.
2. Vengono create le “quote di emissione”. Il limite totale viene diviso in permessi, chiamati quote di emissione. Una quota equivale a una tonnellata di CO2 emessa nell’atmosfera. Lo Stato assegna alcune quote gratuitamente (per evitare che le aziende scappino all’estero) e vende le restanti tramite aste.
3. Si attiva il mercato dello scambio (Trade). Alla fine di ogni anno, ogni azienda deve restituire un numero di quote pari alla CO2 che ha effettivamente emesso. Se non ne ha abbastanza, riceve una multa. Le aziende hanno quindi due scelte: se un’azienda è virtuosa e inquina meno delle quote che possiede, può vendere le quote avanzate sul mercato e guadagnarci. Se un’azienda inquina troppo, è costretta a comprare quote extra da chi ne ha da vendere, affrontando un costo aggiuntivo.
Come funziona la riserva stabilizzatrice
La riserva stabilizzatrice del mercato (Msr) dell’Ets europeo funziona come un meccanismo automatico che riduce o aumenta il numero di quote di emissione di CO2 in circolazione per bilanciare domanda e offerta e stabilizzare i prezzi. Il sistema agisce in due modi principali in base a soglie numeriche predefinite:
– riduzione dell’offerta: Se le quote in circolazione superano un limite massimo stabilito, la riserva ne preleva una percentuale direttamente dalle aste, diminuendo i permessi disponibili per le aziende;
– immissione di quote: Se le quote in circolazione scendono sotto una soglia minima, la riserva rilascia nuovi permessi nel sistema per evitare rincari eccessivi del prezzo della CO₂.