Dopo un paio di giorni di attesa, l’offerta del fondo d’investimento Wildcat Infrastructure per i cantieri americani di Austal è arrivata: nella busta la cifra proposta è di 1 miliardo e 350 milioni di dollari. Superiore quindi all’offerta dei coreani di Hanwha, che si attesta su 1 miliardo e 200 milioni di dollari.
Una dichiarazione rilasciata da Wildcat conferma che l’offerta è stata fatta anche per ragioni che esulano dal business. Si legge infatti che viene fatto questo sforzo per “riportare capacità industriale e supremazia marittima negli Usa“.
Per le attività cantieristiche della multinazionale australiana, che comprendono il cantiere principale di Mobile, in Alabama, e un’officina per le riparazioni navali a San Diego, in California, ci sono quindi due offerte competitive.
Un fondo familiare
Si comincia anche a scoprire di più su questo misterioso fondo diretto dai fratelli Eric e George Nicolaides, due investitori con un passato da manager in società petrolifere come Bp e Reliance Industries: Wildcat dopo la fondazione nel 2000 avrebbe investito principalmente in rinnovabili e telecomunicazioni.
Sarebbe un primo salto nel mondo della cantieristica, a cui garantiscono però, si legge sempre nella nota “una continuità nel lungo termine“, specificando che la proprietà dei cantieri è “questione di sicurezza nazionale”. Infine c’è un parallelismo con gli impianti acquisiti nel campo energetico: “anche in quel caso serve un impegno costante senza pensare all’immediata redditività”.
Le carte di Hanwha
Da parte coreana invece c’è la speranza che l’amministrazione Trump apprezzi la cantieristica coreana: prova ne sarebbe l’acquisto del cantiere di Filadelfia avvenuto a inizio 2025.
Non solo: nei prossimi mesi si alzerà la quota di Austal posseduta proprio da Hanwha, dal 9,9 per cento al 19,9 per cento con l’ok del governo australiano. La ragione di questa mossa è presto detta: ad agosto il player australiano ha pubblicato i suoi bilanci che includono una perdita netta di 38 milioni di dollari, ergo c’è un bisogno immediato di liquidità che verrebbe soddisfatto dalla cessione dello stabilimento di Mobile.
Lo stabilimento di Mobile è cruciale anche per il programma Aukus, la partnership militare siglata nel 2021 tra Stati Uniti, Australia e Regno Unito che prevede, tra le altre cose, che Canberra acquisti sottomarini nucleari dagli Usa.
Però anche il modello Finlandia, lanciato da Trump ad agosto con un memo che autorizza ad acquistare navi da guerra prodotte all’estero, mostra che la linea “America First” della Casa Bianca è più elastica di quanto si possa pensare