Cantieri navali, gli Stati Uniti puntano sul know how dei paesi alleati

L’ammiraglio Usa Koprowski: “Strategica la capacità della Corea del Sud di fare manutenzione alle nostre navi”

La Wally Schirra all'uscita dal cantiere di Geoje

Ultimo aggiornamento 15 marzo 2025 - 16:35

Genova – È uscita dal cantiere di Geoje la prima nave della Marina militare statunitense che ha fatto manutenzione, riparazione e revisione (Mro) in Corea del Sud. Si tratta della Wally Schirra, una unità per il trasporto di materie prime al servizio della Marina che era entrata in cantiere sette mesi fa. Il termine dei lavori avviene in un momento particolare, in cui l’amministrazione Trump sta ridefinendo la strategia dell’industria navale statunitense in funzione anti-cinese. In questa strategia, il ruolo dei cantieri dei Paesi alleati, soprattutto nell’area dell’oceano Pacifico si sta rivelando essenziale.

Su questa linea è il commento alla notizia da parte del contrammiraglio Neil Koprowski, comandante delle forze navali statunitensi in Corea, in un comunicato sul completamento dell’Mro: “La capacità della Repubblica di Corea di condurre una manutenzione su larga scala alle navi Usns (classe di navi di appoggio alla Marina, ndr) nel teatro indo-pacifico dimostra la forte partnership strategica tra la Repubblica di Corea e gli Stati Uniti”.

Il cantiere che ha completato il servizio di Mro è quello di Hanwha Ocean (ex Daewoo) nella città portuale di Geoje. Hanwha è, con Hyundai e Samsung, uno dei big three della cantieristica sudcoreana, la seconda industria navale al mondo dopo appunto quella cinese. La scorsa estate, poco prima dell’ingresso in cantiere della Wally Schirra, Hanwha Ocean aveva ottenuto la certificazione Master ship repair agreement (Msra) dalla Us Navy, che attesta la capacità di un’azienda di eseguire servizi Mro su navi americane.

Secondo una nota della Marina, questa è stata la prima volta che una nave americana di queste dimensioni ha effettuato una revisione regolare in Corea del Sud. Il periodo di manutenzione ha visto i lavoratori del cantiere navale Hanwha Ocean affrontare 300 fasi di lavoro che hanno riguardato la corrosione dello scafo e la sostituzione del timone della Wally Schirra.

L’Us Navy ha riconosciuto la capacità di Hanwha Ocean di effettuare il reverse engineering di determinati componenti quando gli schemi non erano disponibili, citando le “resilienti catene di fornitura, le automazioni avanzate e la forza lavoro qualificata” del costruttore navale.

“La manutenzione in loco riduce i tempi di fermo e i costi, migliorando al contempo la prontezza operativa. Questo è un risultato storico da celebrare come simbolo della nostra partnership rafforzata e del nostro impegno ferreo nei confronti dell’alleanza con la Repubblica di Corea”, ha affermato Koprowski nel comunicato.

Lo scorso anno Hanwha ha acquistato negli Stati Uniti i Philly Yards che a settembre hanno cominciato a costruire tre portacontainer da 3.600 teu per la compagnia Matson Navigation. Pur essendo di piccole dimensioni, sono fra le più grandi portacontainer costruite nel rispetto del Jones Act, che prevede che i servizi all’interno degli Stati Uniti siano operati da navi costruite in cantieri nazionali.

Il contratto di aggiudicazione della commessa, firmato nel 2022, ha un valore complessivo di circa 1 miliardo di dollari, ossia 330 milioni per ogni unità. Secondo i valori di mercato, portacontainer di queste dimensioni possono essere comprate in Cina a circa 50 milioni di dollari.

Un rapporto dell’Us Trade representative sull’industria navale cinese, commissionato dall’amministrazione Biden e pubblicato nel gennaio 2025 ha concluso che il sostegno finanziario di Pechino, le barriere per le aziende straniere, il furto di proprietà intellettuale, le politiche di approvvigionamento e i trasferimenti forzati di tecnologia hanno conferito all’industria cantieristica navale della Cina un vantaggio sleale.

Parlando al Congresso lo scorso 11 marzo, Trump ha annunciato la creazione alla Casa Bianca di un ufficio per le costruzioni navali che offrirà incentivi fiscali per le aziende del settore che opereranno negli Stati Uniti, una notizia che è stata salutata con entusiasmo dall’associazione Shipbuilders Council of America. Il presidente Matthew Paxton lo ha definito un “momento monumentale”.

A muoversi in Corea del Sud non è soltanto Hanwha. “Nel lungo termine, Hd Hyundai sta attivamente perseguendo opportunità di investimento negli Stati Uniti per portare più capacità nei posti di lavoro americani nella base industriale della difesa degli Stati Uniti”, ha affermato Glen Kim, direttore degli affari navali e dello sviluppo strategico di Hyundai heavy industries presentando il programma della sua azienda per supportare la Marina degli Stati Uniti e promettendo che verranno creati posti di lavoro attraverso la sua collaborazione con le università americane.