Il faro dei sindacati torna ad accendersi su The Italian Sea Group. “La persistente fase di rallentamento delle attività produttive che coinvolge il Cantiere Apuano continua a destare preoccupazione – scrivono in una nota Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm -. Con la struttura che lavora tuttora a scartamento ridotto e con l’impiego di circa il 50% della forza lavoro complessiva, riteniamo non più sostenibile la gestione basata sull’uso prolungato delle ferie forzate, che sta erodendo i residui dei dipendenti scaricando sul personale il peso finanziario della crisi”. Motivo per il quale le sigle sono tornare a chiedere con forza la convocazione di un tavolo istituzionale da parte di Regione Toscana.
Umberto Faita (Cgil), Bruno Casotti (Cisl) e Giacomo Saisi (Uil) hanno avanzato una soluzione: il contratto di solidarietà. Secondo i sindacalisti, è l’unico strumento in grado di coniugare una duplice esigenza: da un lato “salvaguardia l’occupazione; dall’altro “assicura all’azienda la flessibilità organizzativa necessaria, concedendo il tempo utile per superare le difficoltà e riagganciare la ripresa del mercato”. Nel ribadire la “massima disponibilità al dialogo”, hanno poi chiarito i paletti della contrattazione sindacale d’ora in avanti. Il primo: andrà applicato un “ammortizzatore sociale che dovrà prevedere una rotazione equa, trasparente e completa”. Il secondo: chiederanno “con fermezza all’azienda l’anticipo della quota di integrazione salariale che spetta ai lavoratori, la piena maturazione di tutti i ratei (ferie, permessi, tredicesima e mensilità aggiuntive) e la piena tutela delle spettanze contrattuali.