Ferretti: impatto della crisi in Medio Oriente sul semestre, utile -13%

Tagliate le stime sul 2026. Portafoglio ordini -26%. Anastassov: "Risultati sotto le attese, ma non rivediamo i prezzi". Zammarchi: "Dossier Tisg sul tavolo, ma non c'è fretta"

Stassi Anastassov

Ultimo aggiornamento 31 luglio 2026 - 16:59

Le incertezze geopolitiche, in particolare in Medio Oriente, e del più ampio contesto macroeconomico, che continuano ad allungare i tempi dei processi decisionali e negoziali dei clienti pesano sui conti di Ferretti.

Il gruppo della nautica di lusso chiude il primo semestre con ricavi in calo del 5,6 per cento a 585,6 milioni, un’ebitda adjusted di 925 milioni (-6,7 per cento) e un utile netto in calo del 13,1 per cento a 37,9 milioni di euro e taglia le stime sul 2026.

Alcuni yacht prodotti da Ferretti

 

Un segnale di miglioramento arriva dal secondo trimestre, con la contrazione che rallenta al 2,9 per cento (a fronte di una flessione dell’8,0 per cento registrata nel primo trimestre). La raccolta ordini però scende a 341,4 milioni nel primo semestre 2026, in contrazione rispetto all’elevata base di confronto del primo semestre 2025, quando aveva raggiunto 467,3 milioni di euro.

Il portafoglio ordini netto è pari a 564,9 milioni al 30 di giugno 2026 rispetto a 760,8 milioni alla fine del primo semestre 2025 (-25,75 per cento). Per l’anno ora si attendono ricavi tra 1.250-1.240 milioni (da 1.250-1.265) e un ebitda adjusted tra 186-197 milioni (da 203-210).

L’ad Anastassov: “Momento sfidante ma non inseguiamo i volumi”

I risultati del primo semestre di Ferretti “confermano che stiamo operando in un contesto di mercato più sfidante rispetto a quello degli ultimi anni. I tempi decisionali dei clienti si sono allungati, la concorrenza si è intensificata in diversi segmenti e l’order intake rimane al di sotto dei livelli necessari per ricostituire il nostro portafoglio ordini con il ritmo che vorremmo. La nostra sfida oggi è quindi principalmente di natura commerciale piuttosto che finanziaria”. È l’analisi dell’ad Stassi Anastassov davanti al portafoglio ordini che si svuota ma, sottolinea, non è solo una questione di volumi. “La società continua a generare una solida cassa, mantiene una posizione finanziaria robusta e beneficia di eccellenti capacità operative. La nostra priorità è ricostruire il momentum commerciale, preservando al contempo la qualità del portafoglio ordini, la disciplina sui prezzi e il valore di lungo termine dei nostri marchi” spiega.

Stassi Anastassov

 

“Negli ultimi due mesi abbiamo già avviato una serie di iniziative volte a rafforzare l’efficacia commerciale, migliorare l’esperienza degli armatori, consolidare la governance dei prodotti e accrescere la responsabilizzazione dell’organizzazione. Queste azioni non sono pensate semplicemente per migliorare la seconda metà del 2026, ma per posizionare Ferretti Group su un percorso di crescita più solido e sostenibile nel 2027 e negli anni successivi”. Il gruppo ha prudenzialmente tagliato le stime per l’anno: “Il contesto di mercato rimane incerto e riteniamo che tale incertezza possa proseguire – aggiunge Anastassov -. Per questo motivo il nostro obiettivo non è inseguire volumi nel breve termine, bensì prendere le decisioni migliori per i nostri clienti, i nostri azionisti e per la solidità di lungo periodo della Società. Sono fiducioso che questo approccio disciplinato consentirà di creare maggiore valore nel tempo”.

L’industria globale dello yachting è “solidità” e “mantiene un profilo di maggiore resilienza rispetto al resto del mercato del lusso” in un contesto che però, sottolinea Ferretti, resta caratterizzato da incertezze geopolitiche e macroeconomiche. La situazione geopolitica in Medio Oriente “sta comportando ritardi sia nell’acquisizione di nuovi ordini provenienti dalla regione sia nelle consegne delle imbarcazioni destinate a tale mercato” anche se, precisa il cda che ha prudenzialmente tagliato le previsioni sui risultati di fine anno, “non tutte le unità classificate sotto la voce Middle East sono necessariamente consegnate o impiegate in tale area geografica”.

Il gruppo “ha mantenuto un adeguato livello di redditività e la propria quota di mercato” e la strategia punta a concentrarsi sui segmenti con il più alto potenziale di crescita e marginalità (gli yacht seriali e semicustom); continuare a investire in innovazione per essere sempre più green, estendere l’offerta Made-to-measure verso gli yacht in lega di maggiori dimensioni, sviluppando nuovi modelli di super yacht con scafo in lega con gli iconici marchi Riva, Pershing e Custom Line; ampliare i servizi di intermediazione, noleggio e gestione di yacht e i servizi di post-vendita e refitting, espandere le attività di brand extension e licensing; continuare a investire nell’internalizzazione di attività ad alto valore aggiunto.

Anastassov: “Risultati sotto le attese. Non rivediamo i prezzi, priorità consegne puntuali”

Ferretti ha tagliato le stime per il 2026 dopo un primo semestre “al di sotto delle nostre aspettative” spiega l’ad Stassi Anastassov aprendo la presentazione dei conti agli analisti, ma “si tratta di una revisione delle previsioni (finanziarie, ndr), questo non cambia le nostre ambizioni”. Tornando ai conti, Anastassov sottolinea che in particolare “gli ordini acquisiti non hanno raggiunto i livelli previsti” ma anche che “il secondo trimestre è già stato migliore del primo e la liquidità è cresciuta in modo significativo” e “il margine dimostra che, nonostante i volumi inferiori, siamo rimasti disciplinati sui prezzi e sul mix di prodotti”.

“Le nostre previsioni precedenti sono ancora matematicamente plausibili – spiega il manager – ma francamente, preferisco dirvi ciò in cui credo piuttosto che ciò che spero. L’intervallo è importante quanto i numeri. È ampio, più ampio nella parte superiore perchè abbiamo una lunga stagione davanti a noi e faremo del nostro meglio per raggiungere e superare le aspettative”. Le azioni di rimedio non sono solo commerciali, “stiamo facendo il possibile sui dati interni. Stiamo riducendo le spese in conto capitale. Stiamo proteggendo la liquidità e la solidità del bilancio”. Le priorità per il secondo semestre sono “consegnare puntualmente tutti gli yacht previsti nel programma da settembre a dicembre, trasformare le opportunità in contratti firmati, mantenere i prezzi e generare liquidità”. Ricostruire il portafoglio ordini è l’altra priorità.

Anastassov: “Acquisizioni soltanto se strategiche e assorbibili”

Ferretti non esclude possibili acquisizioni ma dovranno passare sotto la ‘lente’ del ceo Stassi Anastassov che solo se strategicamente necessarie e ‘digeribili’ potrebbe procedere. “Guideranno davvero la nostra attività? Miglioreranno il ritorno sul capitale investito? Sono realmente necessarie a livello strategico? Sarebbero qualcosa di totalmente nuovo?” sono le domande che secondo Anastassov devono ricevere risposta affermativa per concretizzare un M&A. “Abbiamo la capacità e le risorse organizzative per assorbire la potenziale acquisizione, senza diluire i nostri sforzi o distrarci dall’attività principale?” è l’altra questione.

Il cfo Zammarchi: “Dossier Tisg sul tavolo, ma non c’è fretta”

Il dossier The Italian Sea Group è sul tavolo di Ferretti ma nessuna decisione è stata presa e non c’è fretta di fare un’offerta. “Ci sono molti aspetti da considerare. Hanno strutture, hanno marchi, hanno talenti. Credo che dobbiamo esaminarlo attentamente, ma non abbiamo fretta” ha risposto il cfo Marco Zammarchi a una domanda diretta sul possibile interesse per i cantieri che hanno avviato la procedura di concordato in bianco. Secondo la stampa, ironizza, “ogni singolo operatore di questo mercato ha detto: Oh, sono interessato, sono interessato” ma il processo di risanamento è “appena iniziato. Ho visto alcuni concorrenti che hanno già annunciato operazioni di medio livello, ma non credo che noi siamo in questa situazione. Il processo è piuttosto lungo. Quindi stiamo esaminando il dossier. Tutti stanno esaminando il dossier”.

“Ogni persona che prende sul serio la nautica da diporto e ha della liquidità dovrebbe dare un’occhiata a The Italian Sea Group. Ovviamente ci sono così tante notizie negative che vengono comunicate ma si tratta di un asset di grande valore e i fondatori hanno fatto delle cose davvero fantastiche. Non è tutto negativo, e la domanda è per quale azienda ha più senso e quali asset hanno più senso” aggiunge Anastassov che non chiude completamente la porta. “Nessuno è in ritardo, perché si tratta di un’operazione di enorme portata e molto complessa. Non si può mai sapere quali alleanze si formeranno e come si evolveranno. Ci sono molte speculazioni al riguardo”.