Sanlorenzo, Vincenzi: “Gli yacht del futuro non saranno più solamente status symbol”

L'amministratore delegato del gruppo: "Assunto un manager per l'IA, ma l'uomo resta il protagonista della nautica"

L'amministratore delegato di Sanlorenzo, Tommaso Vincenzi

Ultimo aggiornamento 2 ottobre 2026 - 20:21

L’intelligenza artificiale entra nella nautica, ma senza sostituire l’uomo. E mentre colossi come Sanlorenzo ne studiano utilizzo e possibili applicazioni, a cambiare è il modo di vivere gli yacht. «Non sono più solamente uno status symbol – spiega l’amministratore delegato Tommaso Vincenzi al Salone Nautico –, ma sempre più un luogo di libertà, benessere e contatto con la natura».

Quale direzione ha scelto Sanlorenzo per i prossimi anni?

«Il piano triennale è attento. Non aggressivo, ma nemmeno conservativo. Vogliamo una crescita strutturata, con particolare attenzione ai valori del nostro brand».

Dopo Nautor Swan e Bluegame, guardate a nuove opportunità?

«Com’è noto, abbiamo presentato una manifestazione d’interesse per The Italian Sea Group. Sicuramente, guardiamo al fronte dei servizi, complementari e integrativi rispetto al business di Sanlorenzo».

Il tema degli spazi industriali resta centrale.

«Assolutamente. Non solo per la vicenda Tisg, però. Siamo interessati anche alle aree interne all’Arsenale militare della Spezia. È importante che le istituzioni ne tengano conto, e che si riesca finalmente a trovare una soluzione».

Un altro appello del presidente Massimo Perotti ha interessato l’accelerazione delle infrastrutture necessarie ad accompagnare la transizione ecologica.

«La sostenibilità è un pilastro del nostro piano triennale. E lo era anche prima. Abbiamo presentato la “Road to 2030” e siamo nel bel mezzo del percorso. Sul tema metanolo, in particolare, Sanlorenzo ritiene che i tempi siano maturi. La tecnologia già c’è, il problema sono le infrastrutture».

In questo percorso, che ruolo avrà l’intelligenza artificiale?

«È un tema al quale prestiamo molta attenzione. Da alcuni mesi abbiamo assunto un manager dedicato al suo sviluppo. Nessuno può rimanere spettatore in questa rivoluzione. Anche se vorrei precisare una cosa».

Prego.

«La nautica e lo yachting rimangono delle eccellenze nelle quali il protagonista è sempre l’uomo».

A proposito, continuate ad avere difficoltà a reperire personale specializzato?

«Sì. È un tema delicato. Abbiamo, però, una fortuna: il nostro è un comparto che i giovani scelgono per passione».

Allargando lo sguardo: la situazione geopolitica internazionale incide sugli affari?

«Indubbiamente. Già dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina abbiamo perso una fetta di clienti. Lo stesso sta accadendo ora con il Medio Oriente. Non si può essere distanti da ciò che accade nel mondo».

Quali sono i mercati di riferimento?

«L’Europa rimane il principale. L’Asia sta andando bene, mentre gli Usa sono ancora influenzati dai dazi».