“Tankoa, ora più spazi a Genova. Il nostro indotto vale 600 persone”

Il numero uno del cantiere nautico, Vincenzo Poerio: "In sinergia con Civitavecchia produciamo cinque yacht insieme. Con l’acquisizione del ramo d’azienda di Otam possiamo stabilizzare la nostra attività produttiva a Sestri

Vincenzo Poerio

Ultimo aggiornamento 8 agosto 2025 - 20:33

Genova – Risponde al telefono tra un incontro con i sindacati e la riunione con le banche: per Vincenzo Poerio, tra i nomi più in vista della nautica in Italia, questi sono giorni frenetici. Come rivelato mercoledì dal Comitato di gestione dei porti di Genova e Savona, l’azienda che guida ormai da cinque anni, la Tankoa (100 milioni di fatturato a fine anno, il maggior costruttore di yacht con base a Genova) subentra nella concessione della vicina Otam e ne assume i 18 dipendenti, sterilizzando una possibile crisi nel comparto della nautica a Sestri Ponente.

Si tratta di un’acquisizione?
«Più precisamente, è in corso la cessione a Tankoa di un ramo d’azienda di Otam. La società si è trovata in carenza di attività lavorativa e alla fine di agosto il personale sarebbe entrato in cassa integrazione, mentre la sua concessione è in scadenza a fine anno. Così abbiamo proposto il subentro nella concessione e il passaggio del personale a Tankoa, attraverso accordi privati e con il via libera da parte dell’Autorità portuale».

Tankoa produce super-yacht, Otam barche di taglia più piccola. L’idea è quella di rilanciarne la produzione? Come si integra questa mossa con il vostro piano di espansione a Genova?
«Per il momento, le aree di Otam serviranno a consolidare la produzione di Tankoa Yachts. Come noto noi a Genova da tempo siamo alla ricerca di spazi maggiori, e certamente la possibilità di disporre di aree aggiuntive e relativi capannoni ci permette di stabilizzare la nostra attuale produzione».

A ottobre dello scorso anno avete iniziato l’attività in un nuovo cantiere a Civitavecchia.
«Esattamente. I due cantieri, quello di Genova e quello di Civitavecchia, lavorano in sinergia: pochi giorni fa è arrivato a Sestri il primo scafo costruito nello stabilimento laziale. A Civitavecchia realizziamo lo scafo, la sovrastruttura, il preallestimento, le scocche. Trasciniamo la barca via mare a Genova, dove vengono effettuate le rifiniture. Poi la testiamo, e poi siamo pronti per consegnarla all’armatore».

Quante sono le persone che oggi complessivamente alla Tankoa?
«Al netto dei lavoratori Otam siamo un centinaio, mentre sono circa 500-600 le persone esterne che gravitano intorno ai cantieri. La capacità di costruzione è di cinque yacht contemporaneamente. Operiamo nel settore delle barche dai 40 metri in su, con le sinergie tra cantieri possiamo comodamente realizzare unità anche sopra gli 80 metri, posto che nella fascia tra i 40 e gli 80 metri si colloca praticamente il 90% della produzione di super-yacht».

Siete pronti per la stagione dei grandi saloni nautici, che ormai è alle porte?
«Sì, saremo presenti con un’unità sia a Monaco che a Cannes. Non ancora a Genova purtroppo, perché la Francia nel campo dei super-yacht ha saputo creare condizioni che in Italia ancora non ci sono. Ma questo è un tema di volontà collettiva, su cui si può lavorare tutti insieme». —