Nuovo tavolo di crisi per Tisg, i sindacati: “Garanzie per salvare l’occupazione”

Al confronto erano presenti la sindaca di Carrara, Serena Arrighi, e i rappresentanti di Authority e società, ma non il presidente Costantino

La sede di The Italian Sea Group

Ultimo aggiornamento 13 agosto 2026 - 10:32

Il clima di “prolungata” incertezza sul futuro di The Italian Sea Group continua a preoccupare i sindacati. Dopo l’incontro al tavolo di crisi convocato da Regione Toscana, Fim-Cisl Fiom-Cgil e Uilm hanno ribadito che “l’occupazione a Massa-Carrara non deve essere toccata” e che continueranno “a vigilare affinché impegni, investimenti e clausole vincolanti si traducano in certezze concrete per le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie”.

L’incontro si è tenuto a Firenze. Al tavolo, accanto a Bruno Casotti (Cisl), Umberto Faita (Cgil) e Giacomo Saisi (Uil), erano presenti la sindaca di Carrara, Serena Arrighi, il consigliere regionale per il Lavoro Valerio Fabiani, i commissari nominati dal Tribunale di Firenze, il presidente dell’Autorità portuale Bruno Pisano e i rappresentanti di Tisg. Assente, invece, il presidente della società Giovanni Costantino. Il faccia a faccia è durato alcune ore ed è arrivato al termine di una settimana cruciale per il futuro del gruppo. Dopo l’interesse manifestato da Polo Nautico Carrara e Sri Global Limited Holding, il 9 agosto è stata avviata la gara per l’azienda. Entro ottobre si scopriranno le sembianze del “cavaliere bianco” che salverà The Italian Sea Group.

Durante la riunione, i sindacati hanno ribadito alcuni punti ritenuti fondamentali. Il primo riguarda lo “stop all’uso improprio delle ferie”. Poi c’è il tema della concessione del cantiere, prorogata fino al 2072 e, secondo le organizzazioni sindacali, “rigidamente vincolata a due fattori essenziali: il mantenimento del battente occupazionale registrato alla data della proroga e un ulteriore investimento di circa 10 milioni di euro”. Un vincolo che “rappresenta un presidio fondamentale e un argine imprescindibile per tutelare concretamente i posti di lavoro nel lungo periodo”. E ancora: le sigle hanno chiesto certezze sull’anticipo dell’ammortizzatore sociale e, da ultimo, si sono soffermate sul processo per l’ingresso di nuovi investitori. Per Fim-Cisl, Fiom-Gile e Uilm resta “prioritario” che il percorso si sviluppi “nel pieno rispetto degli impegni occupazionali e della tenuta unitaria dell’azienda”: condizioni “essenziali per qualsiasi prospettiva di rilancio”.

Fabiani ha definito l’occasione “preziosa” per fare il punto della situazione. Ma, ha precisato, non c’è ancora contezza di ciò che sarà in futuro: “L’azienda ha confermato che sono in gioco molte manifestazioni d’interesse e che in parte stanno ancora maturando. Si riserverà, quindi, di valutare non solo i soggetti e le proposte ma anche le modalità di procedere, tra la possibilità di una vendita e quella di una ricapitalizzazione con l’ingresso di un soggetto terzo direttamente nel capitale sociale”.

Il tavolo regionale di crisi è stato quindi aggiornato al prossimo 4 settembre. “Fino ad allora – concludono Casotti, Faita e Saisi -, l’attenzione rimarrà ai massimi livelli”.