Nel porto Amsterdam si è scritto un capitolo inedito della nautica di lusso, con il primo rifornimento di un superyacht a gas naturale liquefatto. Il megayacht Ilma è rimasto ormeggiato alla banchina Holland Terminal, dove la chiatta FlexFueler 001, progettata da Titan Clean Fuels in collaborazione con Fincantieri, ha trasferito circa 50 tonnellate di Lng. L’operazione, realizzata da Molgas Energy Group, segna il debutto di Amsterdam come hub europeo per il bunkering di gas naturale liquefatto dedicato alla flotta di alta gamma.
Il passaggio al gas riflette la crescente spinta verso soluzioni a emissioni ridotte: rispetto ai combustibili tradizionali, l’Lng abbassa le emissioni di CO₂ fino al 20 %, elimina praticamente gli ossidi di zolfo e riduce del 90 % le particelle sospese. Per i proprietari di superyacht, dotare gli impianti di propulsione a doppio carburante apre la possibilità di utilizzare corridoi marittimi sensibili senza incorrere in blocchi o costose limitazioni ambientali.
Dietro il FlexFueler 001 c’è un progetto ingegneristico di rilievo: la chiatta dispone di serbatoi criogenici coibentati e di un sistema di pompe a flusso variabile in grado di garantire pressioni fino a 8 bar, in conformità al codice IGC. Le tubazioni e le valvole sono certificate Dnv e progettate per minimizzare i tempi di trasferimento, che in questo primo test sono durati meno di cinque ore, inclusa la fase di pre-cooling delle condotte. Il porto di Amsterdam ha investito decine di milioni nel potenziamento delle infrastrutture, installando una serie di banchine dedicate e allacciamenti fissi al terminal galleggiante di Lng. L’obiettivo è attirare armatori green-oriented e diventare rapidamente l’alternativa più efficiente ai bunker tradizionali di Rotterdam e Amburgo, dove negli ultimi mesi si sono registrati i primi esperimenti di rifornimento navale a gas.
Sul fronte normativo, l’Unione europea sostiene questo passaggio con il pacchetto Fit for 55, che prevede incentivi ai carburanti a basso contenuto di carbonio e standard più severi per le emissioni navali. Entro il 2035, gli scali europei dovranno offrire almeno un punto di rifornimento alternativo per tutte le navi di nuova costruzione, un traguardo che Amsterdam ambisce a precorrere.
I cantieri navali stanno rispondendo velocemente: oltre all’Ilma, altre quattro unità di oltre 80 metri vengono già progettate con motori dual-fuel, spesso firmati Wärtsilä o Caterpillar. Queste motorizzazioni consentono di operare con bunker tradizionali o metano liquido, garantendo flessibilità nelle rotte e riducendo il rischio di fermo forzato in porti a zero carbon. Anche il costo del gas si sta allineando progressivamente a quello del gasolio marino, grazie all’aumento dell’offerta globale e a nuovi rigassificatori in Nord Europa. Per Ilma, il pieno di Lng è costato circa il 10 % in più rispetto a un rifornimento ordinario, ma il risparmio sulle tasse ambientali e l’accesso ai parchi marini protetti riducono il conto complessivo.