Ancona – Due barche che hanno fatto la storia italiana della Coppa America tornano insieme nelle acque del Conero. Ma la 27esima Regata racconta soprattutto quanto sport, porti, turismo, ambiente e innovazione siano ormai parte della stessa economia Ci sono barche che fanno la storia della vela. E poi ci sono barche che finiscono per entrare nella memoria di un Paese. “Azzurra” e “Italia” lo sono entrambe.
Sabato 19 settembre, davanti al Passetto, i due 12 metri torneranno insieme in mare dopo anni trascorsi a terra. Domenica saranno sulla linea di partenza della 27esima Regata del Conero, insieme a una flotta che anche quest’anno punta verso le 200 imbarcazioni. È un ritorno che ha il sapore della memoria, ma che ad Ancona assume un significato molto più contemporaneo. Perché questa non è soltanto una storia di vela.
È una storia di economia del mare. “Azzurra” porta con sé la prima sfida italiana alla Coppa America, quella del 1983 che fece entrare la vela nelle case degli italiani. “Italia” appartiene alla stagione successiva, quella che avrebbe portato alla grande epopea di Fremantle 1987. A bordo, oggi, torneranno alcuni dei protagonisti di quella stagione: l’anconetano Sandro “Cicci” Spaziani e Alberto Fantini su “Azzurra”; Andrea Merani, Aldo Migliaccio, Francesco Pizzuto e, domenica, Tommaso Chieffi su “Italia”.

Non è soltanto un amarcord. È capitale umano che torna a navigare. Ed è proprio questo il punto. Il mare conserva memoria, competenze, tecnologie, mestieri e relazioni. E quando una barca torna in acqua, insieme alla sua storia riemerge una filiera. Ad Ancona questa filiera ha una geografia precisa: porto, marina, cantieristica, nautica, turismo, pesca, servizi, ambiente. La Regata del Conero, in programma dal 18 al 20 settembre, è uno dei momenti in cui tutto questo diventa visibile.
Quasi 200 imbarcazioni attese, oltre cento già iscritte, grandi Maxi e TP52 accanto alle Vele Bianche, la competizione più spinta insieme alla partecipazione più popolare. In acqua ci saranno anche “Idrusa”, “Orlanda”, “Xio”, “Stardust”, “Chimera” e “Sixth Sense”. Ma la vera dimensione della manifestazione sta forse proprio nella sua capacità di uscire dalla regata. Venerdì il nuovo spazio Parasailing realizzato con la Lega Navale porta in primo piano il tema dell’accessibilità al mare.

Il progetto “Mare da Salvare”, sviluppato con Garbage Group e Valpaint, porta invece dentro la manifestazione la questione del marine litter e della tutela dell’ambiente. Anche la presenza della Guardia Costiera, con un’imbarcazione sottratta ad attività illecite e restituita all’uso istituzionale, racconta un mare dove sicurezza, legalità e sostenibilità sono ormai dimensioni inseparabili. È qui che una manifestazione sportiva diventa interessante anche per chi guarda al mare con gli occhi dell’economia.
Un equipaggio porta turismo. Una marina genera servizi. Un evento riempie strutture ricettive e ristorazione. Una regata promuove una destinazione. Una barca attiva cantieri, manutenzione, tecnologia e professionalità. La Blue economy non è una somma di settori. È la capacità di farli dialogare. Ancona, da questo punto di vista, è un osservatorio privilegiato. Una città portuale affacciata sull’Adriatico, con una grande infrastruttura commerciale alle spalle e una marina che prova a costruire un rapporto sempre più stretto con la città e con il territorio.
La Regata del Conero entra dentro questa geografia. E lo fa anche attraverso la rotta verso Trieste. L’edizione 2026 è infatti inserita nel circuito Go to Barcolana – Sfida Adriatica, promosso da Assonautica Italiana: una rete di regate che collega le coste dell’Adriatico e accompagna la flotta verso la Barcolana. Non soltanto competizioni, dunque. Reti. È questa una delle parole chiave del nuovo Mediterraneo: porti collegati, marine, cantieri, turismo nautico, eventi, imprese, ricerca e comunità costiere.
Sabato sera, a Marina Dorica, il passato incontrerà il presente nel talk “Aspettando la Coppa America”. Da una parte i protagonisti di “Azzurra” e “Italia”, dall’altra Max Sirena, amministratore delegato di “Luna Rossa”, collegato da Napoli. Due epoche della vela italiana. Due modi di interpretare il mare. La tecnologia delle barche è cambiata radicalmente. Ma il principio resta lo stesso: il mare continua a essere uno straordinario laboratorio di innovazione.
E forse è proprio questa la fotografia più interessante che arriverà da Ancona. “Azzurra” e “Italia” tornano in acqua per ricordare una stagione irripetibile. Ma intorno a loro si muove un’economia molto più grande: quella di un Adriatico che cerca nuove connessioni tra portualità, turismo, sport, ambiente e innovazione. Domenica, alle 11.00, quando le vele della 27esima Regata del Conero si allungheranno lungo la Riviera fino a Portonovo, sarà naturalmente una gara. Ma sarà anche una fotografia. Quella di un mare che non è più lo sfondo dell’economia. È una delle sue infrastrutture.