Industria e Salone Nautico di Genova, evoluzione in simbiosi

L’ammiraglia sarà il Mangusta Oceano 165 Rev di Overmarine, uno yacht che per dimensioni comincia ad assomigliare a una nave

Il Mangusta Oceano 165 Rev di Overmarine

Ultimo aggiornamento 27 settembre 2026 - 12:28

Quasi 50 metri. È la misura con cui il prossimo Salone Nautico di Genova si presenterà al mondo dall’1 al 6 ottobre. L’ammiraglia sarà il Mangusta Oceano 165 Rev di Overmarine, uno yacht che per dimensioni comincia ad assomigliare a una nave. È la barca più grande in mostra, ma non è solamente una questione di misure. È anche e soprattutto il segno più evidente di quanto sia cambiata, e continui a cambiare, l’industria nautica.

Perché il Salone di Genova ha un pregio particolare: racconta la nautica, la fotografa mentre si trasforma, la analizza attraverso i numeri. E la trasformazione, oggi, è evidente nelle dimensioni degli yacht ma soprattutto nella loro complessità. Quasi 50 metri significano progettazione, ingegneria, tecnologia, materiali, elettronica, automazione, efficienza energetica. Sono la testimonianza di una filiera sempre più sofisticata e internazionale, nella quale il cantiere è soltanto uno dei nodi di una rete industriale molto più ampia.

È questo il vero significato di un’ammiraglia come il maxi Mangusta. Un prodotto destinato a stupire il visitatore e una sintesi di quello che l’industria italiana della nautica è diventata. Una capacità produttiva che ha saputo spostarsi verso l’alto, conquistando segmenti sempre più complessi e competitivi sui mercati internazionali.

Il Salone di Genova , naturalmente, è tanto altro, oltre ai mega yacht. Ma è proprio osservando l’ammiraglia che si può capire la direzione presa dal settore. Accanto alla crescita delle dimensioni ci sono la ricerca sull’efficienza, la riduzione dei consumi, l’elettrificazione di alcune funzioni, nuovi sistemi di propulsione e una crescente attenzione alla gestione dell’energia. Cambia anche il modo di vivere la barca: più autonomia, più tecnologia, più spazio, maggiore integrazione tra ambiente interno ed esterno.

Genova mette tutto questo sotto gli occhi del pubblico. E lo fa in una manifestazione che negli anni ha saputo cambiare insieme alla nautica, senza perdere la propria funzione fondamentale: essere il punto d’incontro tra chi costruisce, chi progetta, chi vende e chi il mare lo vive. E ovviamente la città che ospita da 66 anni.

Per questo il prossimo Salone sarà una fotografia dello stato di salute e della direzione di marcia di un’industria che continua a evolversi. E in copertina, quasi come una dichiarazione d’intenti, ci sarà una barca lunga quasi 50 metri. Una misura che dice molto del punto in cui siamo arrivati. E forse ancora di più della rotta futura.