Genova – Il fatturato è il migliore di sempre – quasi mezzo miliardo di euro – e l’Ebidta segna un nuovo record. Il gruppo Genova Industrie Navali (Gin, 850 dipendenti diretti in oltre 20 tra società controllate e collegate nel capoluogo ligure, a Marsiglia e Piombino) è sempre più poliforme e indirizzato a sfide tecnologiche, oltre che alla ricerca di personale e spazi, specialmente a Genova dove l’Autorità di sistema portuale si appresta ad adottare – salvo intoppi – il nuovo Piano regolatore portuale tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo.
«Per continuare a rimanere sul mercato e tenere testa alla concorrenza – spiega Ferdinando Garrè, presidente di Gin – è necessario giocare sul valore aggiunto della tecnologia. Per questo abbiamo lavorato coi cantieri San Giorgio del Porto alla realizzazione della nave per trasporto Gnl noleggiata da Axpo, e per questo oggi stiamo con T. Mariotti realizzando la prima nave da crociera al mondo con la doppia alimentazione gasolio-metanolo. Una sfida tutt’ora in corso, specie sul livello normativo. In Italia mancano i regolamenti per fare questo tipo di fornitura, ma noi a breve dovremo fare le prove tecniche per la navigazione».
La nave è la “Amangati”, in corso di realizzazione per l’armatore Aman at Sea, unità di ultra-lusso che si inserisce nella tradizione ingegneristica di Mariotti. «Continuiamo a lavorare nell’offshore tradizionale, ma c’è altro – prosegue Garrè – a Piombino, cantiere che ha iniziato a lavorare a pieno regime quattro anni fa, ci stiamo attrezzando per la costruzione delle pale eoliche offshore, mercato di grandi potenzialità una volta sbloccato. L’altro settore ad alto valore aggiunto è la difesa: sempre a Piombino stiamo lavorando su due unità della Marina da 70 metri, mentre un’altra unità militare è in allestimento a Genova. In termini di occupazione, si tratta di livelli molto alti: solo le due navi in costruzione da Mariotti impiegano quasi 1.000 persone al giorno. L’area delle Riparazioni ha infatti una densità occupazionale molto alta, quasi quattro volte superiore rispetto al settore commerciale».
Il gruppo ha investimenti per 18 milioni: «Capitali investiti per rendere più efficiente la produzione dei nostri impianti – spiega Marco Ghiglione, vicepresidente del gruppo -. Uno degli impegni più rilevanti è la panel line (linea di produzione automatizzata per assemblare, saldare e costruire i grandi pannelli piani in lamiera che formano lo scafo e le strutture delle navi ndr) a Piombino, dove in questo momento stiamo realizzando quattro navi insieme, sia per le aziende del gruppo, sia per terzi, come sta già succedendo con gli yacht per conto dei cantieri Baglietto. Altri investimenti sono ugualmente distribuiti su Marsiglia che, grazie alle sue ampie strutture, oggi ospita riparazioni e refitting delle navi di tutti i maggiori gruppi crocieristici mondiali».
Questo non significa che il gruppo voglia fermarsi. I due manager e imprenditori ricevono spesso sul tavolo proposte di investimento su aree papabili per un possibile cantiere, «ma intorno a una struttura di questo genere, servono le persone. Con le persone, puoi costruire una nave anche sulla spiaggia. Se hai solo un cantiere, ma non le persone, la nave non si farà mai». Proprio per questo bisogna continuare a scommettere su Genova, così ricca di saperi ma scarsa di spazi.
«La nostra posizione non cambia – dice Garrè -: come comparto industriale sin dal 2010 sosteniamo un’estensione sul mare dell’attuale zona delle Riparazioni. Se potessimo portare le riparazioni delle grandi navi anche a Genova, sarebbe una grande opportunità. Oggi questo non si può fare sia per l’ampiezza dei bacini, limitata rispetto alle navi di nuova generazione, sia per la carenza di spazi a terra, necessari per lavorazioni e logistica».
A proposito di indotto, una delle aziende in cui Gin sta entrando pure se in minoranza è la Lagomarsino Anielli, che ha appena ottenuto il rinnovo della concessione ventennale in porto a Genova a fronte di un piano di investimenti da 15 milioni di euro. «La nostra partecipazione è dovuta a un fattore strategico. Lagormarsino Anielli – spiega Ghiglione – è un’azienda del comparto molto importante che si occupa di attività cruciali a bordo delle navi: isolazioni e pitturazioni, e lavora già con noi da tanti anni oltre che con altri importanti cantieri. Di conseguenza ne vogliamo supportare la crescita, sempre in ottica ragionata e industriale. È il motivo che sta alla base della rete che il gruppo ha costruito nel tempo, che va da Ortec (impianti elettrici) alla Gerolamo Scorza (arredamento) fino alla Mcp ( tubazioni) e così via. Gli investimenti di tipo meramente finanziario non sono il nostro mestiere». Ultimo tema, le demolizioni: «Continuiamo a mantenere operativo il servizio – risponde Garrè – anche se dal nostro punto di vista non è un mercato incoraggiante. La Turchia continua a essere più attrattiva per ragioni di prezzo, e la recente richiesta di conformità alla Commissione europea di alcuni cantieri indiani onestamente ci lascia interdetti». —