Bari – “Oggi una nave è una vera e propria smart city galleggiante: al suo interno ci sono centrali da 60 megawatt, sistemi di gestione dei rifiuti, cicli integrati dell’acqua, spazi per una comunità di 10.000 persone che deve navigare in sicurezza. In tre anni costruiamo un ecosistema completo, con l’80% dei componenti acquistati in Italia. Con il nostro Italian touch, uniamo la tradizione manifatturiera alla spinta dell’innovazione, investendo nell’intelligenza artificiale per amplificare il valore umano e reindustrializzare il Paese”. Lo ha detto Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, intervenuto all’evento “La Ripartenza, liberi di pensare” di Nicola Porro a Bari.
“In aziende storiche come Fincantieri – ha aggiunto – si è sedimentato nei decenni un sapere unico. La sfida è saperlo combinare con l’innovazione quotidiana, evitando ogni autoreferenzialità. Se sapremo trasformare la nostra tradizione in innovazione continua, saremo ancora qui a guidare l’industria tra dieci anni”. “Con Navis Sapiens – ha rilevato – abbiamo immaginato la nave del futuro: una piattaforma senziente, dotata fin dalla costruzione di un’infrastruttura digitale evoluta, capace di apprendere, adattarsi e migliorarsi nel tempo. Un vero e proprio “cervello” che, grazie a capacità di calcolo e aggiornamenti software continui, estende il ciclo di vita tecnologico dell’unità e abilita una nuova frontiera di operatività intelligente. È un cambiamento di paradigma: dalla progettazione statica a un ecosistema dinamico, in grado di raccogliere dati, trasformarli in informazioni e quindi in decisioni, ridefinendo gli standard dell’innovazione applicata alla navalmeccanica”.
Fincantieri e l’Ucraina
“Noi di Fincantieri siamo persone del mare. Crediamo profondamente che quanto accaduto in Ucraina abbia segnato una svolta dottrinale nel campo della difesa navale: i droni marini si sono rivelati un vero fattore di rottura. Stiamo lavorando per estendere questa rivoluzione tecnologica e contribuire concretamente a ciò che verrà”, aveva dichiarato nei giorni scorsi Folgiero in occasione della seconda giornata della conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina. “Siamo convinti che, nella nuova normalità, la sicurezza dei porti e la protezione delle infrastrutture critiche diventeranno un’esigenza primaria. È per questo che abbiamo sviluppato un progetto concreto partendo dal porto di Odessa, nodo strategico per telecomunicazioni, energia e trasporti. Qui vogliamo testare una nuova generazione di sistemi modulari di protezione marittima, creando una “bolla” di sicurezza di 25 km con tecnologie avanzate – sonar, droni, radar – integrate in un ecosistema attivo e reattivo”. Fincantieri ha già condiviso questa proposta con interlocutori istituzionali ucraini e si dice pronta a supportare il progetto a livello europeo. “Si tratta di un esempio tangibile di come l’Italia possa contribuire alla ricostruzione marittima con visione, tecnologia e responsabilità industriale”, aveva concluso Folgiero.