Oceanly, l’intelligenza artificiale al servizio della sicurezza marittima

Duci: “Non si tratta di sostituire il valore imprescindibile dell’esperienza e dell’intuito dei comandanti, dei primi ufficiali e dei direttori di macchina, bensì di integrarli con uno strumento in grado di fornire al bordo nave così come a terra”

Il porto di Vizhinjam

Ultimo aggiornamento 10 giugno 2025 - 00:00

Per lo shipping si tratta di una rivoluzione: abbinare alle capacità professionali, all’esperienza e all’istinto dei comandanti, dei direttori di macchina e del personale di terra, valori e dati oggettivi in grado di ottimizzare l’utilizzo della nave, ridurre sensibilmente il consumo di carburante, abbattere le emissioni, programmare gli interventi di manutenzione, prevenire i guasti e fornire alla nave tutti i parametri decisionali, inclusa la scelta delle rotte anche in funzione delle condizioni meteo che consentano la migliore navigazione e migliori risultati per la compagnia di navigazione. «Ma forse è più corretto parlare di una svolta per aggiustare il tiro: non si tratta di sostituire il valore imprescindibile dell’esperienza e dell’intuito dei comandanti, dei primi ufficiali e dei direttori di macchina, bensì di integrarli con uno strumento in grado di fornire al bordo nave così come a terra (nelle cosiddette Control Rooms) una serie di dati elaborati in tempo reale, anche attraverso l’ausilio dell’intelligenza artificiale, in grado di consentire sempre e comunque di supportare le scelte di navigazione e di controllo della nave, più giuste e più corrette». Ad esprimersi in questo senso è Gian Enzo Duci, a.d. di Oceanly, la società genovese,che ha conquistato una leadership tecnologica a livello mondiale e letteralmente è impegnata nello sforzo di proiettare lo shipping nel futuro.

Oceanly ha acquisito recentemente in Norvegia, con due società del gruppo BW (uno dei più grandi armatori del mondo con oltre 600 navi in proprietà o gestione), il contratto per l’installazione del proprio sistema Performance, un software di tecnologia avanzata che permette di monitorare a distanza, e controllare, tutti i parametri di navigazione e propulsione di una nave. Oceanly ha già fornito la reportistica giornaliera prevista dalle norme in vigore per circa 70 navi del gruppo, le più complesse: Lng e Lpg, ovvero tankers per il trasporto di gas di petrolio liquefatto e gas naturale liquefatto. Presente in Italia, Norvegia, Danimarca, Georgia e Filippine ma prossima a sbarcare anche altri paesi asiatici, Oceanly oggi annovera tra i suoi clienti colossi come Nakilat, Oddfjell, Dynagas, Msc Crociere e Columbia Ship Management, e ha conquistato una posizione dominante nel settore del trasporto Lng con una presenza su 160 navi gasiere con il sistema Performance a bordo.

«Per lo shipping mondiale – precisa Giampiero Soncini, che già dal 2007 ipotizzava l’arrivo della “Nave intelligente” tramite l’analisi dei dati e l’uso di Machine Learning – gli strumenti messi a disposizione per il controllo in remoto di tutte le funzioni nave, ultima in ordine di tempo quella relativa al consumo degli apparati elettrici di bordo, rendono concreto il principio “conoscere per deliberare». «Un paragone potrebbe – prosegue Duci – rendere comprensibile l’importanza di questa nuova piattaforma di servizi; è quello della Formula 1; certo la perizia, il coraggio e l’abilità del pilota sono e restano fattori importantissimi per raggiungere la vittoria, ma senza i servizi di telemetria in grado di tenere sotto controllo in ogni istante tutti i componenti dell’auto che ne determinano l’efficienza, la competitività e la sicurezza, ben difficilmente un pilota potrebbe puntare alla vittoria. Il comandante, il primo ufficiale, il direttore di macchina sono i piloti, ma senza una control room che funzioni e che possa trasmettere in tempo reale informazioni anche di rimando rispetto a dati che pervengono dal bordo, le indicazioni vincenti, relative all’abbattimento dei consumi, delle emissioni, alla scelta della rotta più sicura, a una programmazione attenta della manutenzione anche sulla base di una serie di parametri mediati dall’intelligenza artificiale che in ogni istante sono in grado di fornire previsioni sul momento in cui alcune parti del motore o di altri apparati di bordo, rischieranno di guastarsi o di andare in default». Oceanly – come sottolinea Soncini – ha sviluppato 4 prodotti, che si integrano in un’unica suite, Performance Enterprise: il modulo di Performance, ovvero di controllo delle prestazioni di una nave (e logicamente per esteso della flotta), includendo i consumi, le emissioni, lo stato dello scafo, delle eliche e del sistema di propulsione, il controllo del trim, la gestione di tutta una serie di allarmi preventivi, creabili anche dal cliente stesso. Il sistema Performance analizza tutti i parametri misurati algoritmi sia di Machine Learning, che di Artificial Intelligence, e ne deriva informazioni utili a supportare le decisioni del Management e degli ufficiali della nave. E poi Il modulo ShaPoLI, acronimo per Shaft Power Limitation, aiuta il comando nave e il direttore di macchina a mantenere la potenza dei motori al di sotto del limite Eexi (Energy Efficiency Ship Index), fornendo un pre-allarme “in prossimità” del limite nonché un periodo di tolleranza, per evitare eventi indesiderati. Terzo pilastro: il modulo Enterprise, che verrà lanciato ufficialmente alla Norshipping, la grande fiera mondiale del settore navale che si terrà a Oslo a giugno di quest’anno, sottolinea Soncini che per anni ha seguito questo settore, «è stato creato appositamente per aggiornare nel modo più automatico possibile i numerosissimi sistemi Legacy, ovvero quei software ormai obsoleti che ancora esistono a bordo delle navi, recuperandone in modo quanto più automatico possibile tutti i dati e relativi collegamenti abbattendo i notevoli costi che un cambio di software può comportare. E il picco di vendite in atto in Asia, dove in meno di due anni il software è stato adottato da decine di armatori, conferma la validità della formula Oceanly».

L’ultimo nato è Ecopac, ed anch’esso verrà ufficialmente lanciato a Norshipping. «Ecopac è nato per ovviare ad un vero e proprio gap tecnologico – spiega Frederik Lerche-Tornoe, che a marzo ha dato il cambio a Soncini alla guida di Oceanly nel quadro di avvicendamento generazionale – gap che trae origine al fatto che nonostante moltissime navi, come ad esempio proprio le LNG, LPG ma anche i Ferries e le navi passeggeri, abbiano carichi elettrici importantissimi che contribuiscono quindi enormemente alle emissioni in aria (e quindi alle relative possibili penali per via delle normative ETS e Fuel-EU), questi non vengono né monitorati, né controllati. Ecopac, servendosi della tecnologia dei convertitori di frequenza abbinati al software Performance, interviene quando vi sono variazioni della domanda di energia elettrica, regolando la velocità del motore elettrico e diminuendo di fatto i consumi». Oceanly è oggi uno dei principali players mondiali in grado di imprimere una fortissima evoluzione della gestione nave. «Siamo convinti – sottolinea Gian Enzo Duci – che i tempi siano maturi per costruire navi totalmente ed intelligentemente informatizzate in grado di abbattere di molto i costi gestionali grazie anche agli investimenti nell’IT e nell’automazione, i cui costi sono diminuiti in modo significativo in controtendenza rispetto al costo del combustibile e a quelli derivanti dall’applicazione di regolamenti, ad esempio sul tema delle emissioni. E ciò non significa tagliare occupazione. E’ esattamente il contrario; significa consentire alla compagnia armatrice di disporre di risorse anche finanziarie che oggi vanno sprecate e che potranno essere investite in ulteriore sviluppo». E la cyber security ovvero il rischio di attacchi hacker alla nave? «L’intero sistema di mobilità e trasporto nel mondo – conclude Duci – è esposto al rischio di cyber attack, rischio abbattuto se il pacchetto di informazioni è trasmesso off line o se i dati vengono raccolti con modalità unidirezionale e trasmessi on line in modo adeguatamente protetto». —