Bruxelles – Non è facile tenere tutto insieme, trovare un linguaggio comune nella Babele della logistica. Dove ogni fabbrica, ogni amministrazione e ovviamente ogni società di trasporto usa sistemi informatici diversi. Frutto, a loro volta, di organizzazioni cresciute in maniera differente l’una dall’altra.
Se l’Intelligenza artificiale potrà essere davvero la soluzione al problema lo dirà il tempo, ma è evidente che i top manager di Transporeon ci credono fino in fondo. Del resto, non potrebbe essere altrimenti: l’azienda tecnologica tedesca, società di Trimble, ha fatto della ricerca di questo linguaggio unico la sua ragion d’essere, e con software sempre più accurati nel corso di oltre 20 anni di lavoro, solo in Italia, ha messo su un’unica piattaforma 1.500 mittenti e 210 mila vettori: domanda e offerta, cioè camion, treni, navi insieme a fabbriche, magazzini, piazzali per un totale di oltre 31 milioni di carichi l’anno.
Al Trimble Insight Europe, l’evento annuale (quest’anno a Bruxelles) attraverso cui Transporeon presenta i nuovi prodotti e stringe i bulloni con clienti e partner, ha fatto così il suo esordio l’Arc Agent, l’agente di Intelligenza artificiale lanciato ufficialmente il mese scorso, che aggregando la mole di dati gestita da Transporeon promette di gestire i flussi del trasporto (dalle gare d’appalto fino agli slot per la consegna, passando per il controllo del tragitto) automatizzando i processi più ripetitivi.
Certo, il sistema non vive di vita propria, e va quindi educato e alimentato con i dati dei clienti, mettendo dunque a fattore comune le informazioni utili, salvaguardando invece quelle che devono rimanere tra le mura di un’azienda. Il processo va insomma regolamentato, spiega Philipp Pfister, Sector Vice President di Transporeon e in questo senso «l’Unione europea due anni fa ci ha dato uno strumento importante, e primo nel suo genere: l’AI Act, che pensiamo sia destinato a diventate il riferimento normativo per il settore».
Il limite è scritto, condiviso, accettato, rispetto a quello che l’IA può fare oppure meno, e rappresenta l’elemento di fiducia e garanzia necessario per le imprese che si affidano a questa tecnologia (e quindi pure all’ “agente” lanciato da Transporeon). «Noi non crediamo – dice Pfister – alla battuta secondo cui l’IA degli Usa è la migliore, quella cinese la più economica e quella europea la più regolamentata. Al contrario, pensiamo che questo impianto normativo sia un’occasione per tutti».
L’evento è in corso nello scheletro di una delle tante fabbriche chiuse alle porte della capitale belga, memoria di un Novecento ormai lontano: “The Egg” è il centro della riqualificazione di un quartiere non facile, Cureghem. Per questo il Chief Executive Officer del gruppo Trimble, Rob Painter, sottolinea il potenziale trasformativo dell’IA, invitando le aziende a riprogettare processi e architetture operative anziché limitarsi ad applicare nuove tecnologie a sistemi obsoleti. La scommessa, tutta da vincere, è insomma aperta. —