Bando subacquea, è boom di domande: arrivati 44 progetti

La gestione del concorso è della Fondazione Pns. La presidente Pinotti: "Sono tecnologie che nascono per il mare"

La firma del protocollo d'intesa tra Polo della Subacquea e Regione Liguria

Ultimo aggiornamento 16 settembre 2026 - 19:30

Quarantaquattro proposte, per complessivi 24 milioni di euro di contributi richiesti. La finestra per presentare domanda al bando “Supporto a progetti di ricerca e sviluppo nel dominio subacqueo”, promosso da Regione Liguria e gestito dalla Fondazione Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, si è chiusa martedì. Così, spiega la presidente Roberta Pinotti, si finanzieranno «tecnologie che nascono per il mare e servono al Paese in tempo di pace, con ricadute industriali immediate».

Il concorso era stato presentato a inizio luglio al Circolo Ufficiali della Marina Militare. Sul piatto 7,5 milioni di euro a fondo perduto per sostenere progetti di ricerca e sviluppo. Nel dettaglio, 800 mila euro per progetto, destinati a piccole e medie imprese impegnate nello sviluppo di soluzioni innovative per un comparto considerato strategico per competitività industriale, sicurezza marittima e blue economy. L’impostazione, avevano spiegato i promotori, era «aperta»: alle imprese veniva lasciata «ampia libertà progettuale purché coerente con il perimetro del settore subacqueo». Cinque i filoni tematici: “Reti, Infrastrutture e Situational Awareness Subacquea”; “Veicoli Autonomi, Droni, Robotica e Propulsione”; “Elaborazione Dati, AI e Classificazione”; “Blue Economy, Ambiente Marino e Osservazione”; “Materiali, Hardware Subacqueo e Processi Produttivi”.

Il termine è scaduto alle 23. 59 di martedì 15 settembre. Alla chiusura del bando sono state 44 le proposte presentate: un dato accolto come «un successo in termini di partecipazione», dal presidente di Regione Liguria Marco Bucci e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico e alla Blue economy Alessio Piana. «È un risultato che testimonia quanto il tessuto economico ligure sia fertile e ricettivo rispetto a strumenti che puntano all’innovazione tecnologica. Questo vale ancora di più in un settore, come quello della subacquea, in cui la Liguria gioca un ruolo di rilievo sul palcoscenico nazionale», sottolineano ancora, ammettendo di «averci creduto molto».

Ora l’attenzione si sposta sulla valutazione delle domande. «Con questa prima misura, sperimentale – aggiungono –, alimenteremo lo sviluppo di una filiera che mette insieme le grandi realtà industriali e gli enti di ricerca con l’indotto delle piccole e medie imprese». A occuparsi dell’ammissibilità delle proposte sarà la Fondazione Polo Nazionale della Subacquea. «L’underwater – chiosa la presidente Pinotti – non è più soltanto un tema di difesa. È monitoraggio ambientale, protezione delle infrastrutture critiche, acquacoltura, cantieristica. Abbiamo costruito lo strumento intorno alle imprese. La Liguria ha una filiera del mare che è un’eccellenza: il compito dell’innovazione è metterla in condizione di fare il salto tecnologico, non sostituirsi a essa».