Confindustria guarda agli abissi: “Ora un master sulla subacquea”

Il presidente della sezione spezzina, Alessandro Laghezza: "Interlocuzioni con Promostudi per un corso sull'ingegneria sottomarina"

Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia

Ultimo aggiornamento 13 agosto 2026 - 19:22

Un corso universitario dedicato all’ingegneria sottomarina per consolidare l’ecosistema dell’underwater. Mentre il mondo industriale guarda ai finanziamenti per trasformare la ricerca in nuove opportunità per le imprese, Confindustria La Spezia e Promostudi studiano un potenziamento dell’offerta. «L’idea – spiega il presidente degli industriali, Alessandro Laghezza – è istituire un master di secondo livello. La formazione, insieme a sviluppo e industrializzazione, è un tema su cui il territorio deve continuare a investire».

Come associazione, avete già avuto un confronto con il Polo Nazionale della Subacquea e la Fondazione Pns. Qual è il prossimo passo?
«Confindustria ha già messo a disposizione l’ufficio “Studi”. Professionisti come Luca Cardini e Andrea Calzolari sono già al lavoro per aiutare le imprese con il bando regionale che ha messo a disposizione 7,5 milioni di euro per progetti da realizzare in Liguria. Il nostro contributo sarà importante anche nelle fasi di sviluppo e industrializzazione».

L’obiettivo è fare della Spezia il centro di riferimento nazionale della subacquea?
«È importante che il sistema industriale trovi qui la propria sede principale. Tra i nostri obiettivi ci sono quelli di favorire la crescita della cultura underwater fra gli associati e attrarre aziende da fuori provincia».

La crescita rischia però di scontrarsi con la mancanza di abitazioni.
«Con Ance abbiamo sviluppato un progetto sull’housing e, insieme al Comune della Spezia, partecipato a un bando al riguardo. Il piano è creare una fondazione partecipata dagli enti del territorio per affrontare l’emergenza abitativa».

Vicino al Pns, c’è uno degli stabilimenti di The Italian Sea Group. Che cosa si aspetta dalla partita sul futuro del gruppo?
«Non facciamo il tifo per nessuno, premetto. Ben vengano offerte da tutti i big della nautica. L’importante è che questo grande patrimonio, anche di aree, non vada disperso. Con tale opportunità, il Miglio Blu può ambire a estendersi fino a Carrara, saldandosi con il polo di Viareggio».

Il tema degli spazi, tuttavia, è ricorrente.
«Ce n’è bisogno. La cantieristica può crescere anche con aree a servizio logistico nell’entroterra, ma quelle più preziose si trovano lungo la costa e sono poche. Delle opportunità esistono, ma va sviluppato a tutti i livelli il dialogo con la Marina Militare».

Che cosa chiede Confindustria alla Forza armata?
«Mi preme chiarire un concetto: non ho trovato chiusure, le interlocuzioni sono in corso. Le istituzioni adesso dovrebbero fare squadra per verificare non solo la possibilità di restituire spazi alla città, ma anche e soprattutto la disponibilità di quelli nei quali sviluppare un utilizzo industriale e duale. L’Arsenale militare fa parte della storia spezzina. È stato il passato, può essere il presente e, in una certa misura, anche il futuro».

Le aree Enel possono rappresentare una risposta alla carenza?
«Sicuramente. La prospettiva più immediata riguarda l’ex Carbonile 1, sul quale si possono avere sviluppi industriali in tempi brevi. Per l’utilizzo complessivo dell’area vedo tempi più lunghi: sono necessari lavori di bonifica e demolizione».

Stesso discorso per la Pontremolese?
«Serve concretezza. I temi all’ordine del giorno sono due: il completamento della tratta Vicofertile-Parma e la proposta del presidente dell’Autorità portuale Bruno Pisano sul doppio locomotore. Per la galleria di valico servirà tempo. Bisognerà ripartire dalla progettazione: quella di vent’anni fa non è più attuabile. In ogni caso, è un’opera da non abbandonare, importante per la logistica, i traffici, la cultura e il turismo».

Cosa manca al territorio per essere ancora più competitivo?
«Risorse umane. La Difesa ha enormi margini di sviluppo, così come la nautica. L’underwater può diventare trainante e la portualità è alla vigilia di grandi investimenti. Dobbiamo fare uno sforzo maggiore, però, su formazione e attrattività del territorio. Vedo tanti segnali positivi in tutte le direzioni, ma dobbiamo creare una cornice adeguata a un movimento che continua a crescere, senza dimenticarci di un altro tema».

A cosa si riferisce?
«Le infrastrutture. Il nostro è un lembo di Liguria fragile e, in certi momenti, congestionato. Gli investimenti in questo settore saranno necessari per consentire a tutta la provincia di crescere e raggiungere gli obiettivi prefissati».