Tarros forma talenti del porto: “Investiamo nella formazione”

Tra il 2025 e il 2026 il gruppo ha accolto nelle varie aziende 42 tirocinanti. Giacomelli: "Così affrontiamo le sfide future"

La sede di Tarros alla Spezia

Ultimo aggiornamento 6 luglio 2026 - 20:13

Sono nati a Sarzana, alla Spezia, a Lerici, ma anche fuori provincia. Arrivano un po’ da tutta Italia, qualcuno persino dall’estero. In tutto, sono 42. Tirocinanti che, tra il 2025 e il 2026, hanno scelto di entrare nella galassia Tarros per avvicinarsi al mondo dello shipping grazie a una delle principali realtà logistiche del territorio.

I numeri raccontano un investimento crescente nella formazione. Venti tirocinanti sono stati accolti nella sede centrale del gruppo. Di questi, nove sono ancora impegnati nel percorso. Dodici sono divisi tra Carbox e Cms, cinque al Terminal del Golfo, tre in Nora, uno in Tarros Sud e un altro in Mdl Project Logistics. Sono dati che fotografano l’impegno dell’azienda nel ricambio generazionale e nella pratica sul campo, ma che acquistano significato se raccontati insieme alle storie di chi ha scelto di iniziare la propria carriera professionale in città. È il caso di Federico Buonanno, ad esempio. Venticinque anni, nato a Lerici, dopo aver frequentato un Istituto tecnico superiore specializzato in logistica, ha scelto Tarros tra le realtà conosciute durante gli studi. «È stata l’azienda che mi ha convinto di più», racconta. Oggi, dopo il tirocinio, è stato assunto. Lavora nel reparto documentazione export, occupandosi dell’emissione di polizze di carico e del monitoraggio documentale delle merci lungo l’intero processo. «L’ambiente è stimolante e positivo – dice ancora –. Ci sono tanti colleghi esperti che considerano noi giovani una risorsa: il loro obiettivo è formarci».

Diverso percorso, ma stessa destinazione, per Sara Betti, 24 anni, di Sarzana. Dopo la laurea triennale in Economia aziendale a Pisa, un Erasmus a Madrid e l’iscrizione alla Escp Business School, ha optato per un tirocinio curriculare in città prima di partire per il Brasile. «Volevo dare valore alle mie radici – osserva –. Così mi sono chiesta quale fosse il settore più rappresentativo del territorio e la risposta l’ho trovata nel marittimo». Tarros l’ha incuriosita per la dimensione internazionale e per la rete di collegamenti con Spagna, Portogallo, Turchia e altri Paesi del Mediterraneo. «Sono stata inserita nell’ufficio marketing – aggiunge –. La logistica era un mondo completamente nuovo, all’inizio. Ma i colleghi mi hanno dato fiducia fin da subito ed è stata un’esperienza molto formativa».

Anche Eleonora Crocetti, 24 anni, spezzina, è rientrata in città una volta concluso un cammino internazionale. Dopo la laurea, un periodo formativo alla Ucla negli Stati Uniti e un master in Finanza conseguito a Singapore, ha scelto di mettersi alla prova in via delle Casermette: «Per la città la logistica è un settore fondamentale, così ho optato per Tarros». Dopo un primo periodo di tirocinio è rientrata in Asia per completare gli studi. Ma una volta tornata in Italia ha chiesto di poter riprendere da dove aveva lasciato. «Mi sono sentita parte di un’azienda che ha investito su di me – continua –. All’inizio è stato impegnativo. Ma qui ho trovato persone disponibili e un ambiente in cui ai giovani viene dato spazio».

Tre esperienze diverse, un filo comune. Raccontano tutte di un modello di inserimento che punta ad accompagnare le nuove generazioni dall’università o dagli istituti tecnici al mondo del lavoro, in un settore che richiede competenze sempre più specialistiche e che fatica a reperire profili qualificati. Accanto a questo, Tarros ha avviato anche iniziative dedicate all’innovazione. Tra queste, la creazione di un gruppo multidisciplinare. Tecnici, analisti, operativi, commerciali e amministrativi: un insieme di giovani con meno di 30 anni selezionato per individuare i processi interni che più facilmente si presteranno all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Un progetto affiancato dal master “AI 4 your business” dell’Università di Pisa: un corso di perfezionamento universitario finanziato da Via delle Casermette a tutti i partecipanti, che conferma come la formazione sia a tutti gli effetti uno dei pilastri del gruppo.

«Nel gruppo Tarros – chiosa la direttrice delle risorse umane Genziana Giacomelli – la valorizzazione di ragazze e ragazzi è parte di una strategia, di un disegno. Formazione, confronto e il capovolgimento del tradizionale rapporto tra generazioni sono strumenti concreti con cui sviluppiamo talenti, innovazione e competenze per affrontare le sfide del mercato internazionale».