Albo dei presidenti, l’idea di Musumeci piace allo shipping

Ok all’elenco di professionisti per scegliere i prossimi vertici dei porti Il nodo dei tempi: «Meglio farlo quando la riforma sarà completata»

Palazzo della Borsa

Ultimo aggiornamento 6 marzo 2025 - 19:09

Genova – L’idea piace: un albo di professionisti da cui attingere per la scelta dei presidenti dei porti. L’idea è stata lanciata dal ministero del Mare Nello Musumeci nell’intervista al Secolo XIX che sarà poi pubblicata in versione integrale nel settimanale dedicato alla Blue Economy in uscita lunedì prossimo. «Sono pienamente d’accordo con il ministro Musumeci – spiega Paolo Pessina, presidente di Federagenti – i porti hanno bisogno di una classe dirigente che esprima i presidenti per la loro competenza e non come avvenuto spesso in passato per l’appartenenza o la bandiera politica. Condivido quindi l’idea di una formazione mirata (non facile da attuare), così come quella di un Albo, come avvenuto in altri settori della pubblica amministrazione, all’interno del quale scegliere i presidenti che abbiano i requisiti necessari per guidare un porto».

Stefano Messina, numero uno di Assarmatori, dice che le priorità sono altre, pur non chiudendo la porta: «In questo momento siamo in attesa di conoscere i nomi dei nuovi o riconfermati presidenti: questa è la priorità. Poi, anche nell’ambito della ventilata riforma portuale, credo che l’idea del ministro sia valida e sia da tenere in considerazione, partendo tuttavia da un dato di fatto: già oggi in Italia esistono, sia nel pubblico sia nel privato, le competenze necessarie e sono numerose le iniziative di formazione messe in campo, anche di alto livello, proposte pure delle associazioni di categoria. L’ipotetico Albo dovrà poi essere costantemente aggiornato e sviluppato, e credo che da questo eventualmente si potrà attingere non solo per i vertici delle Authority, ma anche per altri ruoli chiave ai vertici delle istituzioni che hanno a che fare con il comparto della logistica inteso nella sua accezione più estesa». Il presidente di Assagenti, Gianluca Croce, sposa in toto la proposta: «L’idea è a dir poco intrigante: rappresenta una chiave di lettura razionale al tema della governance dei porti anche perché ragionevolmente in questo Albo dovrebbero figurare da subito i nomi dei commissari che hanno dimostrato sul campo la loro capacità di guida dei porti. Temo che il progetto del ministro non possa concretizzarsi in questa tornata di nomine».

I tempi sono determinanti anche Giampaolo Botta, segretario generale di Spediporto – che sottolinea anche due fattori: «Il primo: è necessario porre un focus sugli eventuali conflitti di interesse di manager privati che si iscrivono all’elenco. E poi: ma perché non apriamo anche ai manager stranieri? All’estero già lo fanno e proprio con i dirigenti italiani». Davide Falteri, presidente di Federlogistica, spiega: «Ogni passo verso il merito e la meritocrazia è benvenuto. Grande apprezzamento quindi per il progetto del ministro di un corso di formazione che obbligatoriamente non potrà essere breve né immediato, e di un Albo nel quale trovino posto i nomi dei professionisti in grado di assumere il timone nei porti».